Non esiste una ricetta unica per rendere migliori le città del futuro.
Non esiste una unica direttiva di riferimento ma molti aspetti che i decisori dovranno considerare nella programmazione.
Quello che esiste è una maggiore sensibilità della opinione pubblica mondiale e dei governi sulle questioni ambientali, perché le città diventino laboratorio urbano permanente di innovazione chi le governa dovrà investire sulla sostenibilità, sugli aspetti demografici e sulla riduzione dell’impatto ambientale dell’uomo e dei sistemi industriali.
Di questi temi si è discusso ieri al Senato nell’ambito del convegno promosso da Ingreen, una Startup tecnologica innovativa cofinanziata da “Smart & Start” di Invitalia e che per sua vocazione abbina ricerca e innovazione, in stretta collaborazione con il sistema della ricerca scientifica

Fabio Maria Fonte, amministratore di Ingreen ha commentato: “Il progresso ha generato molteplici ricadute positive sul livello dei servizi e delle risorse disponibili per i cittadini, in termini di infrastrutture e mezzi di trasporto, di insediamenti abitativi, di energie utilizzabili, di benessere socio-economico. Nello stesso tempo, tuttavia sono cresciuti in modo esponenziale gli impatti negativi sulla qualità dell’ambiente in ambito urbano e, più in generale, nei territori antropizzati”.
Complessivamente si stima siano stati 420.000 i decessi provocati dall’inquinamento nell’Ue nel 2010 (stima presentata dall’Aea, l’Agenzia ambientale europea, nel 2010); in particolare, nelle vicinanze delle zone industriali l’incidenza dei tumori può arrivare in casi limite anche ad una concentrazione di 1 caso ogni 18 abitanti.