Li chiamano supercomputer: sono in grado di compiere miliardi di operazioni al secondo e valgono 120 milioni di euro l’uno; sono otto in tutta Europa e Bologna ne avrò uno. Stiamo parlando del progetto denominato Euro Hpc (high performance computing), un’importante iniziativa dell’UE che prevedeva la scelta di otto siti dislocati in tutta Europa come sede dell’installazione di super macchine di calcolo per sviluppare una rete comune, altamente sofisticata, in grado di reggere il confronto con Cina e Usa (la proposta di finanziamento è stata di ben 2,7 miliardi di euro). Bologna si era candidata il 2 aprile su iniziativa di Cineca, il consorzio interuniversitario per il calcolo automatico dell’Italia nordorientale, e la sua candidatura è stata accettata: gli altri sette siti sono Sofia (Bulgaria), Ostrava (Cechia), Kajaani (Finlandia), Bissen (Lussemburgo), Minho (Portogallo), Maribor (Slovenia) e Barcellona (Spagna). Lo spazio sarà allestito al Tecnopolo, presso la ex Manifattura Tabacchi, un’area di circa 7.300 metri quadri, adiacente ai 17.500 metri quadri destinati al Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine(Ecmwf). La prima, entusiastica reazione è arrivata dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini: “L’Emilia-Romagna può davvero diventare e diventerà la Data Valley europea, tra i colossi di Stati Uniti e Cina, perché l’acquisto di questo supercomputer tra i primi al mondo per la velocità di calcolo sui Big Data, ci colloca nelle prime cinque posizioni mondiali”. Soddisfatto anche Francesco Ubertini, rettore dell’università di Bologna, che ha commentato: “Si tratta di un tassello importante che completa un percorso: la sinergia tra Cineca, Infn e Sissa, il DataCenter del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine e ora questa nuova infrastruttura fanno di Bologna, e dell’Italia, il polo di riferimento europeo per il calcolo scientifico. Si tratta del frutto di un grande lavoro di squadra per il quale ringrazio tutte le istituzioni coinvolte. L’arrivo di questo nuovo calcolatore consentirà alla comunità di studiosi di dare vita a nuove iniziative”. In Emilia-Romagna, si concentrava già oggi il 70% della capacità di calcolo nazionale, ma con l’acquisizione di questo nuovo supercomputer la regione passa dalla diciannovesima alla quinta posizione nella classifica mondiale, acquisendo il primato della Data Valley europea. Le tempistiche sono già state stabilite: come prima fase verrà avviata la co-progettazione della macchina e si predisporranno gli spazi adibiti ad ospitarla, quindi si arriverà ad avere il luogo fisico installato per metà del 2020. Tutti i nuovi supercomputer verranno connessi alla rete paneuropea ad alta velocità GEANT e dovrebbero essere operativi nella seconda metà del 2020.  I supercomputer sono diventati oggi ormai strumenti indispensabili in numerosissimi campi di applicazione, che spaziano dal settore della meteorologia e dalla creazione di simulazioni per il cambiamento climatico al campo medico e bioingegneristico, dal settore aerospaziale a quello dell’automotive, fino a campi strategici come la sicurezza nazionale degli Stati e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle blockchain. Come afferma Sanzio Bossini, direttore del centro del supercalcolo di Cineca: “I super computer sono indispensabili per le sfide del futuro, come i cambiamenti climatici e la medicina di precisione, e consentono di sostenere la competitività delle imprese”.

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Giacomo Birocchi
Laureato in Scienze della Comunicazione presso la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano. Lavora come Executive Producer presso Duo Art Film, casa di produzione milanese. Attualmente collabora con Media Duemila.