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Un passo politico e culturale destinato a segnare il dibattito pubblico: la commissione Giustizia della Camera ha approvato all’unanimità un emendamento bipartisan presentato da Partito Democratico e Fratelli d’Italia, che introduce un principio chiaro e netto nel diritto penale: in assenza di libero consenso, il rapporto è da considerarsi violenza sessuale.

Due forze politiche un’idea

La convergenza tra le due principali forze politiche del Parlamento – una novità nel clima spesso conflittuale dell’attuale legislatura – è il risultato di contatti diretti tra la presidente del Consiglio Giiorgia Meloni e la segretaria del PD Elly Schlein, che negli ultimi giorni avrebbero lavorato per garantire un testo condiviso e un voto unanime.

Codice penale

L’emendamento, approvato il 12 novembre 2025, introduce nel codice penale un criterio già adottato in diversi Paesi europei. L’italia, cosi, si sta allineando l’Italia agli standard internazionali che riconoscono la centralità del consenso esplicito nei rapporti sessuali. La norma chiarisce che non è necessario provare resistenza fisica o costrizione: ciò che conta è la presenza di una volontà libera, informata e inequivocabile.

Voto unanime

L’accordo è stato accolto positivamente da esperti e associazioni che si occupano di contrasto alla violenza di genere. Queste entità erano da tempo impegnate a chiedere un adeguamento della normativa italiana. Il voto unanime in commissione Giustizia è considerato un segnale politico forte: soprattutto in un momento storico in cui la lotta contro la violenza sulle donne è tornata al centro dell’attenzione pubblica.

Il testo ora passerà all’esame dell’Aula, dove ci si attende un rapido via libera. Se confermato, rappresenterà una delle riforme più significative della legislatura in materia di diritti e tutela della persona.

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Maria Pia Rossignaud
Giornalista curiosa, la divulgazione scientifica è nel suo DNA. Le tecnologie applicate al mondo dei media, e non solo, sono la sua passione. L'innovazione sociale, di pensiero, di metodo e di business il suo campo di ricerca. II presidente Sergio Mattarella la ha insignita dell'onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. Vice Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, associazione culturale creata nel 1996, unica in Europa perché aziende anche in concorrenza siedono allo stesso tavolo per costruire il futuro con equilibrio e senza prevaricazioni. Direttrice della prima rivista di cultura digitale Media Duemila (fondata nel 1983 da Giovanni Giovannini storico presidente FIEG) anticipa i cambiamenti per aiutare ad evitare i fallimenti, sempre in agguato laddove regna l'ignoranza. Insignita dal presidente Mattarella dell'onorificenza di "Cavaliere al Merito della repubblica Italiana. Fa parte del gruppo di esperti CNU Agcom. E' fra i 25 esperti di digitale scelti dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea. La sua ultima pubblicazione: Oltre Orwell il gemello digitale anima la discussione culturale sul doppio digitale che dalla macchina passa all'uomo. Già responsabile corsi di formazione del Digital Lab @fieg, partecipa al GTWN (Global Telecom Women's Network) con articoli sulla rivista Mobile Century e sui libri dell'associazione. Per Ars Electronica (uno dei premi più prestigiosi nel campo dell'arte digitale) ha scritto nel catalogo "POSTCITY". Già docente universitaria alla Sapienza e alla LUISS.