Le Postille di Paolo Lutteri30 ottobre 2025
I cambiamenti climatici, nonostante la disinformazione e certi negazionismi, sono evidenti. Le conseguenze non sono solo geografiche e naturalistiche, ma ecologiche ed economiche. Se aggiungiamo ai rischi per il futuro il peso dell’inquinamento, le controversie sovraniste e le disuguaglianze sociali, avremo da affrontare un panorama veramente distopico.
In questo mese i rappresentanti di 162 Paesi discuteranno di clima alla Conferenza delle Parti (Cop30) in Brasile, dal 10 al 21 novembre, preceduta da un Summit di Capi di Stato, per preparare l’organizzazione dei lavori.
L’argomento di fondo sarà quello di identificare le lacune nell’attuazione delle soluzioni di sostenibilità e un sostegno ai Piani nazionali di adattamento (PAN), già avviati da 144 Paesi. Un coordinamento multilaterale è indispensabile, per non sprecare investimenti e energie. La resilienza climatica va gestita con iniziative comuni, inclusive ed eque, soprattutto a favore dei Paesi meno sviluppati. Si tratta di ridurre la vulnerabilità del nostro pianeta e orientare gli investimenti in settori critici come acqua, cibo, salute, infrastrutture ed ecosistemi, facendo partecipare governi e sensibilizzando le comunità di base.
Un’attenzione particolare al ruolo delle foreste, spinta dal Brasile, sarà data dal Tropical Forests Forever Fund (TFFF), per incentivare i Paesi a prevenirne il saccheggio e il degrado attraverso un mix di investimenti pubblici e privati, ospitati presso una banca multilaterale di sviluppo.
Se gli eventi meteorologici estremi sono la principale minaccia alla stabilità globale, il riscaldamento provocato dai combustibili fossili e la diffusione di informazioni tranquillizzanti, sostenute da parti interessate, non sono meno pericolosi.
Accanto agli interventi per controllare il clima, un nuovo concetto cruciale è quello di ‘adattamento’. L’adattamento sembra essere il prossimo passo nell’evoluzione umana, per la protezione delle società e delle economie. Un percorso culturale tutto da costruire.
Mentre il negazionismo climatico in tutto il mondo sembra parte di un processo volto a minare la democrazia, la scienza e le istituzioni, l’adattamento climatico non è più una scelta successiva alla mitigazione, ma diventa una preparazione fondamentale per la sostenibilità e la sopravvivenza al cambiamento.
Paolo Lutteri
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Paolo Lutteri
Paolo Lutteri, di Milano, si occupa di comunicazione e marketing dal 1976. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Milano e Diplomato all’Istituto Universitario di Lingue di Pechino. Giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti e all’Unione Giornalisti Italiani Scientifici. Ha lavorato con il quotidiano Il Giorno, con le società Spe, Sport Comunicazione e Alfa Romeo; con il Gruppo Rai dal 1989 si è occupato di marketing, sport, nuovi media e relazioni internazionali. Ha tenuto corsi presso le Università degli Studi di Milano e Bicocca, le Università di Roma Sapienza e Tor Vergata. Attualmente studia e scrive articoli sull’innovazione culturale e tecnologica, fa parte del Comitato di Direzione della rivista Media Duemila, è socio onorario dell’Osservatorio TuttiMedia, membro d’onore dell’EGTA-Associazione Europea Concessionarie tv e radio, membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Eurovisioni, socio e direttore del Centro Documentazione e Formazione della Fondazione Salvetti. e-mail: paolo.lutteri@libero.it