L’amministratore delegato di AGI, Gianni Di Giovanni, e Nguyen Duc Loi, direttore generale della Vietnam News Agency (VNA), hanno firmato un Memorandum of Understanding che stabilisce una collaborazione in ambito giornalistico per la condivisione di notizie, competenze ed esperienze sui processi e i rapporti commerciali e culturali tra Italia e Vietnam, oltre all’organizzazione congiunta di eventi e attività di formazione in ambito di comunicazione.
Gianni di Giovanni e Nguyen Duc LoiIl Mou, firmato nella splendida cornice del Tempio di Adriano a Roma, conferma la volontà della Vietnam News Agency e di AGI di partecipare a progetti congiunti che favoriscano opportunità di business e condivisione del know-how tra Italia e Vietnam, rafforzando il valore di entrambe le agenzie, key player nei mercati internazionali della comunicazione. L’accordo è stato firmato nell’ambito del Workshop Eurasia, iniziativa pluriennale di promozione internazionale finalizzata a rafforzare la cooperazione tra Italia e Paesi dell’Asia nel settore dello scambio e del business e a creare reti internazionali permanenti con i Paesi dell’Estremo Oriente.
L’evento, svoltosi a Roma il 9 e 10 giugno, ha avuto luogo alla vigilia del semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea e si pone in linea di continuità con l’Expo di Milano del 2015 che potrà rappresentare una straordinaria opportunità per la crescita dell’interscambio asiatico ed europeo.
Nel corso della terza sessione del Workshop sono stati trattati molti temi legati al mondo della comunicazione e del giornalismo. Il panel, intitolato “Europe and Asia, allies to growth. Media and communication to evolve: Unlocking value in global market”, ha visto la partecipazione di esperti di comunicazione ed economia, insieme a rappresentanti dei media di alcuni dei principali Paesi dell’area asiatica, impegnati in un ampio dibattito sulle nuove frontiere dell’informazione.
Gianni Di Giovanni, moderatore della terza sessione, ha affermato che di fronte alla proliferazione di forme di comunicazione sempre più veloci, “le agenzie di stampa hanno un ruolo cruciale e rinnovato: controllare, verificare e valutare l’affidabilità, la correttezza e la rilevanza delle notizie”. Diversamente dal passato, quando c’era curiosità per ciò che era distante, geograficamente e culturalmente, ma scarseggiavano dati e contatti con le diverse realtà, oggi, “con l’avvento dei nuovi media e, più recentemente, dei social media, la mancanza di informazioni non è più un problema, sottolinea Di Giovanni.
Al contrario, la questione oggi è l’eccesso di informazioni, e il problema per i lettori è giudicare se una determinata informazione è affidabile e pertinente”. Tutto ciò è ancora più indispensabile in un mondo interconnesso, che richiede una profonda conoscenza dei contesti locali. In quest’ottica, risulta fondamentale per i media tradizionali “stringere partnership per superare le barriere e stare al passo con i tempi”, ha sostenuto Wang Xinqiao, capo dell’ufficio di Bruxelles dell’agenzia di Stato cinese Xinhua, a cui ha fatto eco Wang Yin, direttore dell’International Communication Research del China Daily, che ha ricordato come “il punto di forza dei nuovi media è la velocità, ma troppo spesso le informazioni sono errate, confuse e le fonti poco attendibili”, con i rischi che ne conseguono.
Sull’importanza dello scambio di informazioni per promuovere la comprensione tra i popoli è intervenuto anche Nguyen Duc Loi, direttore generale della Vietnam News Agency (Vna), convinto che “i media abbiano un ruolo importante nel rimuovere le barriere e favorire la partecipazione”. “Tuttavia per ottenere armonizzazione c’è bisogno di altro, dobbiamo condividere valori comuni rispettando le differenze reciproche, questo è uno degli obiettivi dei media”, ha aggiunto, esortando a una “maggiore cooperazione per servire meglio i nostri popoli”.
Dello stesso avviso Sokmon Nimul, direttore generale dell’Agence Kampuchea Press (Akp) cambogiana, che ha ribadito il “ruolo chiave dei media”, grazie al loro contributo nella formazione e nella crescita culturale. Li Lifan, direttore esecutivo del Centre for Russian and Central Asian Studies e membro del comitato editoriale Oil, ha ricordato i vari temi, dall’energia ai cambiamenti climatici alle nuove tecnologie, sui quali Cina ed Europa hanno molto da lavorare, cercando “un terreno di cooperazione comune, un linguaggio condiviso”. E proprio “Dialogo” si chiama il programma del canale finanziario dell’emittente cinese Cctv condotto da Chen Weihong, che alla platea ha elogiato il titolo “perché crea un legame tra persone, nazioni, anche quando emergono discussioni”.
Non è mancata la riflessione di Alessandro Lanza, membro del comitato editoriale Oil, sui cambiamenti strutturali all’economia, analizzando i cambiamenti delle nazioni per adattarsi al mercato, il cambiamento demografico e la crescita di domanda di energia.

AGI