Un uso strategico dell’IA
Dal 2 agosto 2026 gli obblighi di trasparenza contenuti nelle disposizioni dell’articolo 50 dell’AI Act cambieranno indubbiamente il modo in cui verranno prodotti e riconosciuti i contenti generati dall’IA, a garanzia di chi ne fruisce. Per FERPI (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana), la principale associazione di comunicatori italiana, il ruolo dei comunicatori resta centrale nelle attività di produzione e validazione dei contenuti. Se da un lato la normativa impone l’obbligo di dichiarare l’interazione con sistemi IA, la marcatura per i contenuti sintetici, l’etichettatura dei deepfake e la segnalazione della natura artificiale per i testi d’interesse pubblico privi di una revisione umana sostanziale, dall’altro bisogna tenere in considerazione che quei contenuti, seppur generati da un algoritmo, rispondono sempre a una strategia e sono sotto il controllo di professionisti che lavorano negli uffici comunicazione e nel
le agenzia di consulenza.
Così Filippo NANI, Presidente di FERPI: “Dichiarare che un contenuto è stato prodotto con l’IA senza una revisione sostanziale significa rinunciare alla capacità di lettura del contesto e basarsi unicamente su ciò che è già stato detto. Se uno strumento accorcia le distanze tra un’organizzazione e i suoi pubblici, se la sostituisce con un’interfaccia, abbiamo scambiato l’efficienza per la relazione. L’automazione del rapporto umano è una contraddizione nei termini per la nostra professione“.
Principi guida per una IA responsabile ne esistono già
La posizione della FERPI è in linea con il Venice Pledge, un documento nato per favorire un’Intelligenza Artificiale (IA) Responsabile nella professione delle Relazioni Pubbliche e della Comunicazione pubblicato dalla Global Alliance, l’associazione mondiale di tutte le associazioni nazionali delle relazioni pubbliche e della comunicazione e che prevede 7 principi guida: Ethics First [Etica al primo posto]; Human-Led Governance [Governance a guida umana]; Personal and Organizational Responsibility [Responsabilità personale e organizzativa]; Awareness, Openness, and Transparency [Consapevolezza, apertura e trasparenza]; Education and Professional Development [Formazione e sviluppo professionale];Active Global Voice [Una voce globale e proattiva] eHuman-Centred AI for the Common Good [L’essere umano al centro dell’IA per il bene comune].
Un invito a parlarne insieme
Sul tema, FERPI promuove un dialogo aperto a tutta la comunità dei comunicatori, dei giornalisti, delle imprese, delle università e delle istituzioni per riflettere sull’impatto reale di queste regole sulla professione. Per contribuire, scrivere a: info@ferpi.it.
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FERPI | Dal 1970 è l’associazione che rappresenta in Italia i professionisti delle Relazioni Pubbliche e della Comunicazione. I soci FERPI operano come liberi professionisti, dirigenti, funzionari, dipendenti e collaboratori di aziende, enti pubblici, Enti del Terzo Settore, docenti universitari. Partecipano alla vita di FERPI anche studenti e neolaureati.