Con 77 voti favorevoli, 55 contrari e 2 astenuti, il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge sull’intelligenza artificiale. Il provvedimento, composto da 28 articoli, diventa così la prima normativa nazionale sull’AI e introduce un quadro organico di principi e regole, in linea con l’AI Act europeo in vigore dal 2024, ma con caratteristiche originali che delineano una vera e propria “via italiana” alla regolamentazione.
Oltre l’AI Act: la via italiana
La legge non si limita a recepire le indicazioni comunitarie. «Il testo traccia una via italiana — sottolinea Alberto Barachini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria —. Offre elementi di salvaguardia innovativi a livello mondiale, come il reato di deepfake, più che mai necessario dopo gli ultimi gravi fatti di cronaca. Altro punto strategico è il rafforzamento della tutela del copyright, a protezione del mondo editoriale, giornalistico e creativo».
Il provvedimento affronta anche ambiti esclusi dalla competenza dell’Unione europea, come difesa, sicurezza e responsabilità penale. «La legge sull’AI stabilisce principi in ogni settore, dalla salute alla giustizia, dalla pubblica amministrazione alle imprese — ha spiegato Alessio Butti, sottosegretario all’Innovazione tecnologica —. È uno strumento complementare al regolamento europeo, ma lo integra con soluzioni innovative».
Tra le novità più rilevanti figurano l’introduzione del reato di deepfake, con sanzioni per chi diffonde contenuti ingannevoli generati dall’AI, e un rafforzamento delle tutele sul copyright.
Un miliardo per startup e tecnologie emergenti
L’articolo 23 della legge prevede fino a 1 miliardo di euro di investimenti, veicolati attraverso Cdp Venture Capital e il Fondo di sostegno al venture capital. Le risorse saranno destinate in particolare a startup e PMI innovative attive nei campi dell’intelligenza artificiale, della cybersicurezza e delle tecnologie abilitanti come quantum computing, telecomunicazioni, 5G, edge computing e web3. Una quota potrà finanziare anche imprese più grandi, individuate come potenziali “campioni nazionali” nel settore tecnologico.
Italia hub europeo per l’AI
Il Governo presenta la legge come una tappa decisiva per rafforzare la posizione del Paese nell’uso responsabile e sicuro dell’intelligenza artificiale. «È una scelta che riporta l’innovazione nel perimetro dell’interesse generale, orientando l’IA alla crescita e alla piena tutela dei cittadini — ha dichiarato Butti —. Alle imprese diciamo con chiarezza: investite in Italia, troverete una governance affidabile e regole trasparenti».
Con questa norma, l’Italia punta dunque a collocarsi tra i Paesi di riferimento nella regolamentazione dell’AI, creando al tempo stesso un ecosistema favorevole agli investimenti e allo sviluppo di nuove tecnologie.
