di ELISABETTA DURANTE

 

A giudicare dalla folla di pubblico e media (internazionali) che nei giorni scorsi a Firenze ha seguito la prima edizione del Festival d’Europa, devo concludere che l’idea (o l’ideale) di una “Unione che fa la forza” continua a farsi strada, al di là delle crisi economiche e politiche di questi anni turbolenti.

È pur vero che il capoluogo toscano si presta in modo speciale a ospitare un’iniziativa come questa: non solo per essere una capitale storica della cultura europea, ma anche per aver dato vita a una scuola del pensiero europeo che risiede principalmente – ma non solo – nell’Ateneo fiorentino e in quell’Istituto Universitario Europeo (IUE) che è l’unica realtà accademica nata dalla comune volontà dei Paesi membri.

Non però la stupenda Badia Fiesolana (principale sede dell’IUE), ma un Palazzo Vecchio decorato da cento bandiere azzurro-stellate ha ospitato dall’8 al 10 maggio il main event del Festival: nella spettacolare cornice del Salone dei Cinquecento, la conferenza  “The state of the Union”  ha raccolto anzitutto un deciso intervento del Presidente Napolitano (sull’insoddisfacente politica  estera europea a fronte degli eventi nord-africani e mediorientali), e poi i contributi  su politica, economia, finanza, innovazione, formazione, del Vice Presidente della Commissione Europea Tajani, del Presidente del Parlamento europeo Buzek, del Ministro italiano Frattini, del Commissario europeo Androulla Vassilou, del Presidente dell’Istituto Universitario Europeo Josep Borrell, di Lorenzo Bini Smaghi della Banca Centrale Europea (intervenuto sul “suicidio politico di quello Stato che volesse oggi uscire dall’euro”), di Mario Monti già Commissario Ue, e  di molte altre personalità. 

Nel ricco calendario di incontri ed eventi segnalo “Europa di nome Futura”, giornata europea della sostenibilità ambientale, sociale ed economica tenutasi al Polo Universitario di Novoli (e focalizzata su occupazione, cambiamento climatico, energie rinnovabili ecc.) e il Forum  “Infrastrutture, reti e network per l’Europa”. Degna di nota anche la presentazione del nuovo portale del Network Eur.Activ.com (http://www.euractiv.it/) dedicato all’Italia che vuole conoscere l’Europa e il programma  “YOUTH ON THE MOVE”, nato per diffondere informazioni su risorse e opportunità di studio e lavoro: risorse e opportunità che, come ha spiegato a Firenze il Commissario Europeo all’Istruzione Androulla Vassiliou, fanno di questa iniziativa una delle sette iniziative faro della strategia “Europa 2020”.

Sul grande tema delle reti e dei suoi contenuti, di estremo interesse il convegno “From Information to Knowledge”, organizzato dal CNR-ITTIG al Palagio di Parte Guelfa per valutare l’impatto delle nuove tecnologie informatiche (ICT) sul Diritto, e cercare soluzioni all’inadeguatezza della giurisprudenza “tradizionale” a fronteggiare le sfide immateriali della Rete e della globalizzazione.

La questione è di stretta attualità: si tratta da un lato di capire come il diritto possa oggi intervenire nel complesso mondo  di Internet  e regolare materie come il diritto d’autore o la privacy (introducendo, ad esempio, nuovi principi come il cosiddetto opt out in luogo dell’opt in, e innovazioni come il Registro delle Opposizioni).  Ma, specularmente, si  tratta di capire anche come la Rete possa favorire la conoscenza delle norme giuridiche: su questo aspetto gli esperti riuniti a Firenze hanno illustrato le nuove opportunità di accesso all’informazione giuridica nel semantic web e, in particolare, gli ultimi sviluppi del grande database  “EUR-Lex“.

 

 

 

Elisabetta Durante
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