Due giornate, due luoghi diversi a Roma, per il primo Festival del nonsense e altro – FACCIA A FACCIA COL NONSENSE – cui ha dato vita il pittore Giancarlino Benedetti Corcos insieme all’editore Sergio Bevilacqua. Giovedì 27 ottobre dalle 18,00 alle 22,00 appuntamento da Zalib, in via della Penitenza 35, e Venerdì 28 ottobre dalle ore 20,30 alla Cappella Orsini di Roberto Lucifero, in Via di Grotta Pinta 25.

Due posti diversi che diverranno entrambi crocevia e mescola di artisti, poeti, architetti, pittori, designer, attori, coreografi, ballerini e altro, in scena con reading e performances che proveranno a dare un senso altro alle forme espressive, che oggi paiono come svilite agli organizzatori, con Giancarlino che arriva a identificare il male della società contemporanea come un male del linguaggio. I testi di Laura Rosso faranno da timone alla serata. Il nonsense dunque come strada, forse l’unica strada, per esprimere nuovamente umanità, e amore, in una società dominata da logiche di profitto, innervata da tecnologie solo superficialmente, dai più, conosciute, e solo apparentemente democratiche. Non mancheranno gli scrittori, tra questi Cosimo Angeleri che presenterà nell’occasione, in entrambe le date, il suo libro “Frantumpio”.

L’idea sottesa è quella di riappropriarci di libertà attraverso la creatività potenziale di ognuno di noi, attraverso linguaggi, appunto, nonsense per loro natura liberi dalla zavorra del senso e per ciò stesso capaci di innalzarsi un po’ di più sopra le cose. La strada è stata tracciata in passato, da scrittori e filosofi. Oggi possiamo riprendere a giocare, e a creare produzioni originali, epperò figlie del nostro tempo, capaci alla fine di descrivere proprio quella realtà da cui sembrano discostarsi.

E l’espressione linguistica del nonsense aiuta anche a distaccarsi da sé, dalla propria parte razionale, lasciando libero chi vi si cimenti di attingere ad altre dimensioni. Lo spiega bene lo stesso Giancarlino: “Il nonsense apre a un diverso modo di concepire il sense, una ginnastica mentale che attraverso strade nuove ci permette di attingere alla nostra creatività e alla comunicazione, introversa o estroversa”.

Tra le “fonti” del pittore, ad ispirarlo, ancora il ricordo di Laura Rosso e del suo lavoro, tra cui quello sull’ “Arte Urbana”, una sperimentazione che si proponeva di coinvolgere in modo straniante ma generativo professionalità altre nei percorsi artistici.

Un nonsense è un componimento in prosa o in poesia in cui la trama, un personaggio o una parte del tutto, presentino una struttura non riconducibile alla logica “normale”. Ma… cos’è “normale”?