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Alla presentazione di Alleanza per Internet a Roma è Franco Bernabè (presidente Telecom Italia) a sottolineare che Tv e giornali sono i grandi assenti. L’appuntamento si svolge immediatamente dopo l’insediamento ufficiale di Agostino Ragosa all’Agenzia per l’Italia digitale. Nessuno ricorda che il neo direttore è sottoposto al cosiddetto “spoil system”, dunque il nuovo governo potrebbe avere idee diverse.
Intanto a Roma si chiede un ministro per Internet. A noi Italiani piace parlare tanto commentiamo Derrick ed io, e in effetti non si capisce perché si insegue una nuova figura istituzionale invece di pensare a consolidare e sostenere il lavoro di chi già è stato designato all’attuazione di un piano digitale per il nostro Paese. Forse Stefano Quintarelli, candidato con Mario Monti in Veneto già pensa al dopo.
Franco Bassanini qualche commento in merito lo fa e ricorda altri piani, altri direttori seppur in contesti diversi ma con incarichi simili. Come troppo spesso succede da noi – fra un cambiamento all’altro – si ricomincia sempre da capo.  Speriamo che in Italia  non valga sempre il motto del Gattopardo: “Tutto cambi affinché nulla cambi?” . Media Duemila a settembre compie 30 anni, nelle sue pagine la storia dell’evoluzione digitale italiana, insieme scopriremo quanto annunciato si è trasformato in realtà e quanto è rimasto nel cassetto e perché.
Intanto nel mondo grazie al cloud computing IBM cresce, Google è sempre più forte, mentre Brin gira in metropolitana con gli occhiali che permettono di leggere messaggi. Intel permette a Stephen Hawking di parlare (unico suo rammarico è l’accento americano) ed gli italiani mandano in tilt i computer del MIUR per la prima iscrizione obbligatoria via Internet nella nostra scuola.

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