di M. CALIENDO      

 

Marshall McLuhan e il sapere digitale: 100 anni dopo è il convegno che si è svolto a Napoli lo scorso 30 maggio prima del grande appuntamento romano “McLuhan: tracce del futuro“.

Il professor Derrick de Kerckhove, reduce di convegni internazionali collegati al McLuhan Galaxy Project, ha aperto il dibattito: “Oggi è un giorno importante per tutti noi, il lancio della Scuola del sapere digitale di Napoli è un momento fondamentale e di crescita, in un anniversario che vuole dimostrare tutte le trasformazioni messe in atto nel mondo della comunicazione, dagli studi di Marshall McLuhan ad oggi”.

La Scuola del Sapere Digitale di Napoli prende origine dall’iniziativa dei professori Alberto Abruzzese,  Mauro Calise e Rosanna De Rosa nel 2004, quando la preside della facoltà di Sociologia e di Culture digitali e della comunicazione di Napoli, Enrica Amaturo, ha stabilito una connessione con la Scuola di Comunicazione di Toronto, grazie al professor de Kerckhove, ma soprattutto è stato determinato dall’influenza che Giordano Bruno e Giambattista Vico hanno avuto sugli studi di Marshall McLuhan e del suo allievo, come ci ha spiegato il professor Bruce Powe.

Dai tempi degli studi e delle “previsioni” di McLuhan è cambiato molto, ma le sue più importanti riflessioni sono, mai come ora, attuali per spiegare l’era digitale. De Kerckhove, considerato oggi l’erede intellettuale del massmediologo, è stato definito una “verità positiva” dal professor Lello Savonardo che ha dichiarato: “Se si parla tanto di fuga dei cervelli, noi parliamo di ingresso di cervelli nel nostro ateneo e questa è una verità positiva in un contesto molto difficile”.

Presenti al convegno napoletano anche la professoressa Enrica Amaturo, direttrice del dipartimento di sociologia e Walter Ferrara, dirigente della sezione cultura della Provincia di Napoli.

Il professor Norman Doidge ha spiegato le sue tesi sulla plasticità del cervello e, come ha tradotto il professor de Kerckhove: “scoprire che il cervello è plastico è una delle più grandi rivelazioni del nostro tempo. Questa consapevolezza va contro ben 400 anni di storia in cui si è sempre pensato ad esso come una macchina rigida e non come lo splendido strumento di flessibilità che oggi conosciamo”.

Professori interni all’Università  di Sociologia e Culture digitali, come Sergio Brancato, ma anche professori di altri atenei come Marco Pigliacampo e Matteo Ciastellardi professore all’Università degli Studi di Milano, hanno coordinato gli Atelier di intelligenza connettiva. I workshop pomeridiani sono stati utili agli studenti per ampliare, ma anche per far conoscere le loro idee a tutti i partecipanti del convegno.

 

Al seguente link è possibile inviare un video per parlare di Mcluhan e completare il Wall:

http://mcluhangalaxy.net/mcmovie

 

Al link successivo è invece possibile vedere il video/film mostrato da Derrick de Kerckhove durante il convegno:

http://www.youtube.com/watch?v=GwEH4JxHRAI

 

Mariateresa Caliendo

Università “Federico II” di Napoli

 

Foto di Davide Esposito

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