All’evento Google “INFORMAZIONI. Come Cercavamo, come cercheremo” Jacopo Allegrini (Director @ Google | Retail Fashion Luxury) racconta un passaggio chiave nell’evoluzione del digitale: quello dall’organizzazione dell’informazione all’intelligenza in azione. Una trasformazione che non cambia la missione di Google – rendere le informazioni accessibili e utili – ma ne amplia radicalmente il significato.

Oggi, infatti, non si tratta più soltanto di trovare risposte. La ricerca diventa un ambiente operativo, capace di eseguire azioni. Non si chiede più solo “che cos’è” o “dove si trova”, ma sempre più spesso “puoi farlo per me”. È qui che si inserisce il concetto di intelligenza artificiale agentica, al centro della nuova strategia.

L’intelligenza artificiale agentica

Allegrini descrive sistemi in grado di agire per conto dell’utente, sotto il suo controllo, accompagnandolo lungo tutto il processo decisionale. Prenotare, confrontare, scegliere, acquistare: attività che fino a ieri richiedevano tempo e attenzione vengono progressivamente delegate a un agente digitale.

Il cambiamento è profondo anche nell’esperienza quotidiana. Se l’internet tradizionale era simile a un ristorante in cui si sceglie autonomamente dal menù, l’AI agentica somiglia a un servizio che prende in carico la richiesta e restituisce direttamente la soluzione.

Decisione più veloce

Soprattutto nel commercio digitale, dove l’eccesso di opzioni spesso rallenta o blocca la decisione, lo scenario cambia: il valore non è più nell’abbondanza dell’offerta, ma nella capacità di semplificare.

L’intelligenza artificiale seleziona, verifica, propone e può arrivare fino alla gestione dell’acquisto, trasformando ogni interazione in un potenziale momento di conversione.

Un ecosistema aperto

Google, sottolinea Allegrini, è un  facilitatore. L’obiettivo è creare connessioni tra domanda e offerta, mantenendo aperto l’ecosistema e garantendo alle imprese — in particolare alle piccole e medie — il controllo della relazione con i clienti.

L’infrastruttura: Universal Commerce Protocol

A rendere possibile questa visione è l’Universal Commerce Protocol, uno standard aperto che consente a piattaforme, agenti e siti di dialogare lungo tutte le fasi del processo d’acquisto.

Si tratta di un’infrastruttura pensata per essere inclusiva, in cui anche un piccolo artigiano può competere sullo stesso piano delle grandi piattaforme, senza perdere la proprietà dei dati e della relazione commerciale.

Il Business Agent

Tra le prime applicazioni concrete emerge il Business Agent, già lanciato negli Stati Uniti: un assistente virtuale sempre attivo che permette agli utenti di interagire direttamente con i brand, ottenere risposte in tempo reale e prendere decisioni più rapide.

È un’evoluzione che può abbattere barriere significative, soprattutto per le imprese che operano su mercati internazionali.

Il futuro del commercio digitale

Il quadro delineato è quello di un commercio agentico, in cui la ricerca si trasforma in azione e l’esperienza d’acquisto diventa più fluida, intuitiva e personalizzata. I consumatori guadagnano tempo e fiducia, mentre le imprese trovano nuove opportunità di crescita.

Resta però un punto fermo: la tecnologia è solo uno strumento. Il vero fattore distintivo, conclude Allegrini, sarà la capacità di utilizzarla per valorizzare creatività ed eccellenza, elementi che continuano a definire l’identità del sistema italiano.

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Donatella Puccini
Donatella Puccini. Insegnante di lingua e civiltà inglese presso Istituto Darwin; Istituto Pirelli; liceo artistico Isa Roma 2; Istituto Magistrale Alfredo Oriani; Istituto Salesiano Pio XI. Appassionata di giovani e cultura digitale. Laurea in lingue. Master alla LUISS in giornalismo e comunicazione.