Il presidente di Eurovisioni Michel Boyon e tutto il direttivo dell’associazione si congratulano con le televisioni svizzere del gruppo SSR (SRF nell’area di lingua tedesca, RTS in quella francofona e RSI in quella italofona – tutte da sempre assai attive dentro Eurovisioni) per il plebiscito ottenuto nel voto sull’iniziativa popolare chiamata NO BILLAG, con oltre il 72% dei voti a favore.
I proponenti dell’iniziativa sostenuta principalmente dal partito xenofobo UDC avevano raccolto 100.000 firme nel 2015 per richiedere l’abolizione delle radio tv di servizio pubblico in Svizzera e la cancellazione del canone.
Tre quarti dei cittadini svizzeri hanno rigettato la proposta, cosi come tutti i 26 cantoni svizzeri e tutti i comuni, dimostrando così l’attaccamento dei cittadini svizzeri per il LORO servizio pubblico di prossimità, visto come vettore di pluralismo, portatore di una corretta informazione e collante di una società sempre più frammentata e discorde.
La consultazione ha visto la partecipazione di oltre il 54% dei cittadini, uno dei tassi più alti degli ultimi anni. Il Direttore generale della SSR Gilles Marchand ha annunciato comunque che da domani la radio e tv pubblica volterà pagina e cercherà di essere sempre più all’ascolto e vicina ai cittadini, ed in particolare a quelli più giovani.
Un servizio pubblico non è tale se non si pone al servizio di tutti i cittadini – ha detto Marchand- e se non è capace di rispondere ai loro bisogni. Uno sforzo che la nuova SSR perseguirà anche nei confronti di quella minoranza che nel referendum ha votato contro il servizio pubblico.
Dei risultati del referendum svizzero si parlerà alla prossima edizione del Festival Eurovisioni che si terrà ad ottobre prossimo a Roma.

Radiotelevisione svizzera