Alle istituzioni europee, agende e biglietti d’Auguri non riescono sempre bene. Una prima polemica era scoppiata nel 2011 e se n’era fatto protagonista in prima persona l’allora ministro degli Esteri Franco Frattini: per spirito d’ecumenismo forse eccessivo, o ricerca esasperata del ‘politicamente corretto’, le agende distribuite nelle scuole dalla Commissione europea riportavano festività di tutte le fedi, ma si erano dimenticate quelle cristiane (o, almeno, il Natale e la Pasqua).

Adesso, scoppia il contenzioso sui biglietti d’Auguri del Parlamento europeo, che, denuncia l’eurodeputato italiano Lorenzo Fontana, Lega Nord, “nella realizzazione delle sei versioni cartacee per gli auguri natalizi non ha inserito nessuna raffigurazione della Natività”. E la carenza –prosegue puntigliosamente Fontana, citato dall’ANSA- “riguarda anche le varianti in formato elettronico, dieci in tutto”.

Il capo della delegazione della Lega Nord al Parlamento europeo ne trae conclusioni generali magari sproporzionate, rispetto alla scelta dei biglietti d’Auguri (“Il tentativo di scristianizzare l’Europa è ormai sistematico”) e aggiunge una maliziosa sfida: “Se per gli eurocrati il Natale rappresenta una ricorrenza senza particolari significati religiosi, perché non si presentano al lavoro la mattina del 25 dicembre?”.

Non voglio mettere qui il dito nell’ingranaggio della polemica (e sono certissimo che il 25 dicembre gli uffici delle Istituzioni comunitarie saranno deserti, quale che sia la fede dei funzionari). Perché credo che il problema sia all’origine: c’è, cioè, da chiedersi come mai, nell’era del rigore e nel pieno della Società dell’Informazione, dove la comunicazione è dominata da mail, sms, chat, social media e quant’altro, le Istituzioni comunitarie perdano ancora tempo e soldi, oltre a rischiare di perderci la faccia, nell’ideare e produrre biglietti d’Auguri.

Sinceramente, non se ne sente più il bisogno: tanto più i cartoncini europei non sono mai diventati un business come quelli della Casa Bianca, che intorno al Natale realizza tutta una gamma d’oggetti di decorazione diversi anno per anno e, quindi, meritevoli di collezione; e difficilmente, ora che sono desueti, lo diventeranno.

E viste le polemiche che si rischiano, ché siamo tutti arretrati sulla linea Maginot del Buone Feste, che va bene per tutti, cristiani o atei, quelli che l’anno comincia il 1.o gennaio e quelli che l’anno comincia chi sa quando, lasciamo che, con gli Auguri, ciascuno s’arrangi come vuole, commissari, eurodeputati, funzionari: se c’è una cosa cui la sussidiarietà –che cos’è ve lo spiego un’altra volta, perché ci vuole un pezzo ad hoc- si può applicare è proprio questa.

Io dal canto mio gli Auguri ve li faccio con un post, anzi con questo post: Buone Feste a Tutti.