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Il libro di Elisa Manna fa emergere alcuni possibili effetti negativi dei media sulla concezione della vita dei giovani (consumismo, banalizzazione dei sentimenti, paura, indifferenza e diffidenza sociale, impoverimento linguistico e nei processi di apprendimento, intolleranza, aggressività, concezione oggettificata della donna, epidermicità della partecipazione sociale e così via). Tali effetti sono individuati in base ai risultati dello straordinario patrimonio scientifico internazionale sul tema, che l’Autrice ha monitorato nel corso di tre decadi (il primo libro dedicato al tema è del 1982, Età evolutiva e televisione, ERI; l’ultimo impegno istituzionale è stato il Libro Bianco Media e minori, realizzato al Censis per l’Agcom).

Il volume ha uno stile espressivo facile, nello sforzo di accrescere la consapevolezza diffusa di genitori e insegnanti, perché siano maggiormente coscienti rispetto ai messaggi mediatici e più capaci di interagire. Non è un manuale, è un libro che in forma leggera – ma mai superficiale – intende proporre una critica costruttiva al modello culturale veicolato dai media.

Scrive nella presentazione Giuseppe De Rita: “La lunga esperienza viene a Elisa Manna dal fatto di essere stata tra i primi ricercatori in Italia a occuparsi seriamente dei problemi analizzati nelle pagine seguenti, monitorando costantemente nel corso degli anni la produzione scientifica sugli effetti dei media, e confrontandosi con esperti e centri di ricerca di vari Paesi”.

Autore.

Elisa Manna è responsabile per la Fondazione Censis del Settore Politiche Culturali. Già Vicepresidente del Comitato media e minori (fino al 2011) è attualmente Vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Utenti (Agcom). Fa parte del Consiglio pastorale della diocesi di Roma. Ha diretto numerose ricerche nel campo dei media e delle politiche culturali e pubblicato diversi studi e approfondimenti.

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