Le donne dovrebbero uscire allo scoperto farsi avanti come dice Sheryl Sandberg, capire le priorità del loro percorso evolutivo in quanto genere in difficoltà e combatterle per ottenere nuove soluzioni per il loro progresso sociale politico economico e psicologico.

In fondo vite intere sono state dedicate al progresso e all’emancipazione femminile dagli anni 60 in poi.

La mia maestra delle elementari mia cara amica e confidente oggi novantenne mi regalò un bellissimo testo storico “Santa Pazienza” di Marta Boneschi nel 98 che ripercorreva le tappe fondamentali dell’esistenza femminile dal secondo dopoguerra.

Ecco non sottovalutiamo la spinta regressiva degli ultimi anni nella emancipazione femminile. Non dimentichiamoci le conquiste come il voto, il diritto allo studio e al lavoro.

Non smettiamo però di denunciare le carenze delle politiche di integrazione tempo di lavoro e famiglia, la debolezza nel supporto del care giving che attualmente grava sempre prevalentemente su mamme quando i figli sono piccoli o quando sono malati e/o non autosufficienti e su figlie per i genitori anziani o parenti malati.

Insomma il bisogno di assistenza che oggi viene soddisfatto parzialmente e con soluzioni o non adeguate o eccessivamente dispendiose.

Allora donne amiche ricorrendo l’otto marzo non dimentichiamoci i diritti che la società deve ancora garantire, che sono sanciti nella costituzione e che spesso sono stati oggetto di grandi sacrifici e senza dubbi anche se il periodo è recessivi nei diritti andiamo avanti con lo stesso sacrificio senza perdere la speranza e senza dimenticare la potenza del dialogo oltre che dei sacrifici!

Lo psicanalista Weininger sostiene che si procede per cicli e a ondate periodiche la donna si ritira nelle mura domestiche ecco proviamo a non ritirarci ma a partecipare alla vita economica e politica!

Ascoltate questo appello nelle sedi opportune per una riforma urgente degli strumenti a supporto del welfare e della famiglia. Lasciamo che una buona dose di cultura positiva e costruttiva consolidi la collaborazione tra uomo e donna e non l’odio.

E chiudo con un pensiero reduce del meeting di Vico Equense Accademia di democrazia: quanta bellezza e quanta amicizia nel ritiro che ci ha visto protagoniste insieme agli uomini nella terra che fu di Filangieri, ma anche nella vicina città di Troisi e poi qualche giorno fa apprendo con orrore di uno stupro di una minorenne in circumvesuviana: una mano da l’altra prende, una mano crea l’altra sera uccide. Come uscirne? Solo alzando l’asticella verso l’alto: se negli anni 60 la televisione di stato puntava all’alfabetizzazione del popolo oggi i media devono assolutamente puntare a nuovi desideri: essere colti, donarsi alla società, sviluppare cultura e conoscere i pilastri della storia, della filosofia, della

Scienza dovranno essere i nuovi desideri in sostituzione di una retorica schiacciata su bisogni primari.

 

Articolo precedenteViola (UE): “5G non solo telefono”
Articolo successivoRete mobile 5G: molto di più di una rete super veloce
Analista dati È azionista di Ingreen sui temi smart enviroment http://www.ingreensrl.com. Inoltre è partner di GPTW Italia che certifica i migliori ambienti di lavoro secondo i dipendenti, cura le relazioni istituzionali di Demoskopika, in passato ha lavorato con Mecar, Tree, MPS, MG, Istituto Piepoli e altre fondazioni e centri di ricerca ecc... Ha Diretto 3 Master Universitari sul Marketing e il data management, insegna alla Sapienza di Roma Master Economia Pubblica, collabora con Universita di Lisbona e in varie scuole di innovazione. Autrice di Soft Revolution, del primo social book “We have a dream” e di vari saggi economici. Da anni impegnata nel volontariato per il riscatto dei giovani e del sud. Invitata dal dipartimento di Stato al prestigioso programma #IVLP sui temi della prosperità e della stabilità nello sviluppo delle imprese.