Tra attacchi terroristici letali e subdole incursioni cibernetiche, le cronache di maggio hanno drammaticamente confermato la fragilità delle difese contro chi minaccia la nostra sicurezza.

Tanto più che i servizi d’intelligence occidentali e alleati – leggi, israeliani – ci mettono del loro, non scambiandosi informazioni in modo adeguato o addirittura intralciandosi a vicenda. Quando poi lo scambio d’informazioni finalmente avviene, ci sono fughe di notizia, a volte maldestre e a volte pilotate, a intaccare la fiducia ed a scoraggiare ulteriori collaborazioni.

E il Russiagate, cioè l’indagine statunitense a vari livelli – il Congresso, l’Fbi, un procuratore speciale – sulle collusioni in campagna elettorale tra personaggi vicini a Donald Trump ed emissari del Cremlino suggerisce che Paesi stranieri, tendenzialmente non amici, se non proprio ostili, possono influenzare, per via cibernetica, l’esito del voto e, quindi, l’andamento della democrazia nei nostri Paesi.

L’attacco cibernetico WannaCry, che ha visto il sequestro di dati su computer governativi e/o privati almeno in 120 Paesi con richieste di riscatto -, è la riprova che il tema è estremamente attuale e non riguarda soltanto la difesa e la diplomazia, ma anche le imprese e i cittadini. La recente attribuzione dell’attacco non a criminali comuni, ma ad ‘hacker di Stato’ della Corea del Nord è ulteriore conferma dell’intensità della minaccia.

Io non ho competenze e preparazione per trattare a fondo questo argomento. Ma segnalo qui a chi volesse approfondire alcuni articoli di Tommaso De Zan su AffarInternazionali.it, il webzine dell’Istituto Affari Internazionali, fra cui http://www.affarinternazionali.it/articolo.asp?ID=3802, oltre ad altri articoli dell’ambasciatore Carlo Trezza, http://www.affarinternazionali.it/articolo.asp?ID=3758, e del ricercatore Alessandro Ungaro, http://www.affarinternazionali.it/articolo.asp?ID=3549.

Il tema è da tempo all’attenzione dei singoli governi e delle organizzazioni internazionali, fra cui l’Ue e la Nato. Segnalo, in particolare, che, tra il 30 maggio e il 2 giugno si svolgerà a Tallinn (Estonia) – l’Estonia è uno Stato europeo all’avanguardia informatica -, per iniziativa del Cybercommand della Nato, la conferenza “CyCon 2017”, che riunisce le competenze dei Paesi dell’Alleanza Atlantica in materia di guerra cibernetica. Fra i partecipanti italiani, sarà a Tallin il dottor Andrea Melegari, un esperto, ‘Chief Marketing & Innovation Officer’ di CY4Gate, che farà un intervento sul tema “Monitoring and Data Analytics in Support of Cyber Defence”.

Attacchi terroristici

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È attualmente consigliere per la comunicazione dell’Istituto Affari Internazionali; collabora con vari media (periodici, quotidiani, radio, tv) e con l’Unione europea; gestisce il sito GpNewsUsa2016.eu; tiene corsi in Università e scuole di giornalismo. Inizia l’attività giornalistica a “La Provincia Pavese” nel 1972. Dal 1976 al ’79 è alla “Gazzetta del Popolo” di Torino, per la quale nel 1979 apre l’ufficio di corrispondenza a Bruxelles. Nel 1980 passa all’Ufficio dell’Ansa di Bruxelles di cui diventa responsabile nel 1984. Segue per dieci anni la Cee e la Nato. Nel 1989 è a Roma: caporedattore Esteri, caporedattore centrale Esteri, vide-direttore. Nel 1992 è tra i fondatori dello European Press Club, di cui è tuttora segretario generale. Nel 1999 va a guidare l’ufficio Ansa di Parigi e nel 2000 diviene responsabile dell’ufficio di Washington e del Nord America. Dal dicembre 2006 al giugno 2009 dirige l’Ansa. Dopo è successivamente direttore de l'AgenceEurope, di EurActiv.it e vice-direttore de La Presse.