I dati Audicom 2026 raccontano una realtà in controtendenza: aumentano i lettori del quotidiano economico, cresce il digitale, si rafforza la presenza sui social e si consolida un ecosistema editoriale sempre più integrato. Un segnale che conferma come qualità e innovazione possano procedere insieme.

Nel panorama dell’informazione italiana, dove la carta continua a confrontarsi con la riduzione delle vendite e la progressiva chiusura delle edicole, il Sole 24 Ore registra un risultato che merita attenzione. I dati Audicom Print 2026 fotografano una crescita del 4,5% dei lettori nel giorno medio, pari a 698 mila lettori, collocando il quotidiano tra le migliori performance dell’intero mercato nazionale.

Il dato assume un valore ancora più significativo se confrontato con l’andamento generale del settore, che continua invece a perdere lettori. Non si tratta soltanto di una crescita quantitativa, ma della conferma che esiste ancora uno spazio importante per un’informazione specializzata, credibile e capace di interpretare la complessità.

Carta e digitale non sono più alternative

Uno degli aspetti più interessanti della rilevazione riguarda l’equilibrio raggiunto tra le diverse modalità di fruizione.

L’edizione cartacea mantiene sostanzialmente stabile il proprio pubblico, mentre la replica digitale cresce del 13%, dimostrando come la trasformazione digitale non debba necessariamente sostituire la carta, ma possa ampliarne il valore attraverso un’offerta complementare.

È un modello che molti editori stanno progressivamente adottando: non più prodotti separati, ma un’unica esperienza editoriale distribuita su piattaforme differenti.

Oltre 10 milioni di utenti online

Anche il digitale conferma questa traiettoria positiva. Nel mese di marzo ilsole24ore.com supera per la prima volta la soglia dei 10,3 milioni di utenti unici mensili, con una crescita del 17% rispetto all’inizio dell’anno.

Tra i contenuti più seguiti emergono le sezioni dedicate a Italia & Mondo, Economia, Finanza e Salute, mentre l’espansione verso aree come cultura, moda, viaggi e food contribuisce ad ampliare il pubblico, fino a raggiungere un sostanziale equilibrio tra audience femminile e maschile.

L’ecosistema editoriale come strategia

Il dato forse più interessante riguarda però il modello industriale. Il Sole 24 Ore non cresce esclusivamente grazie al quotidiano, ma attraverso un ecosistema che integra informazione, radio, televisione, eventi, servizi professionali e piattaforme digitali.

A rafforzare questa strategia contribuiscono i recenti lanci della nuova home page del sito, dei quotidiani professionali Norme & Tributi Plus, di IlSole24OreTV, oggi disponibile anche sul canale 63 del digitale terrestre, e della piattaforma 24 ORE NextMed dedicata al Mediterraneo allargato.

A questo si aggiungono i risultati di Radio 24, che nel primo trimestre 2026 ha raggiunto 2,685 milioni di ascoltatori nel giorno medio, e una presenza social che supera 10 milioni di follower considerando l’intero Gruppo. Particolarmente significativo il primato del Sole 24 Ore su LinkedIn, con oltre 1,4 milioni di follower, un riferimento ormai consolidato tra gli editori italiani.

La fiducia resta il capitale più prezioso

Per l’Amministratore Delegato Federico Silvestri, questi risultati confermano la validità della strategia fondata sull’integrazione multipiattaforma e sulla capacità di creare sinergie tra tutti i mezzi del Gruppo.

Il direttore Fabio Tamburini richiama invece un tema che va oltre i numeri: la fiducia. In un ecosistema informativo sempre più saturo e attraversato dalla disinformazione, i lettori continuano a premiare un giornalismo autorevole, competente e trasparente. Non è un caso che il Reuters Institute continui a indicare, per il nono anno consecutivo, il Sole 24 Ore come il quotidiano più affidabile d’Italia.

Un segnale per tutto il settore

I dati Audicom raccontano una storia che interessa l’intero sistema dell’informazione italiana. La crescita del Sole 24 Ore dimostra che l’innovazione non passa soltanto attraverso la tecnologia, ma attraverso la capacità di costruire un ecosistema coerente in cui carta, digitale, audio, video, eventi e servizi dialogano tra loro.

È la conferma di una tendenza che Media Duemila osserva da tempo: il futuro dell’editoria non risiede nella contrapposizione tra media tradizionali e nuovi media, ma nella loro integrazione. Quando qualità dell’informazione, innovazione tecnologica e fiducia dei lettori convergono, il risultato non è soltanto un incremento di audience, ma la costruzione di un nuovo modello editoriale capace di affrontare le sfide dell’era digitale.

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