Non possiamo lasciar inquinare l’ambiente a industrie aggressive e cittadini irresponsabili. Eppure per l’ecologia è già così e potremo migliorare solo con uno straordinario cambio generazionale di coscienza, al costo colossale di modificare le strutture economiche del capitalismo privato e di quello di stato. E non in un solo stato, ma in tutto il mondo. Cambiare la coscienza e l’economia sono due ipotesi molto molto difficili da realizzare. Nonostante le critiche affannose dei giovani (Greta, ma non sola), il potere resta esplicitamente e implicitamente governato dalle strutture dell’energia e delle compravendite. Forse riusciremo a trovare soluzioni tecnologiche per l’ambiente, ma i consumi testimoniano un’ansia della popolazione senza limiti e senza confini.
265 – AUDIENCE E MERITO
Le audience non danno la misura dei meriti culturali, sennò dovremmo dire che la formazione culturale si fa con le partite di calcio e i varietà circensi invece che con i documentari di storia e scienze. Eppure, con le misurazioni di auditel e dintorni, la società dei consumi si fa grassa degli ascolti ricchi, delle performances brillanti, delle interpretazioni violente o maliziose dei film spettacolari, degli intrighi delle soap opera, dei gossip sui social. Intrattenimento come mass culture? Dopo tutto questo pasto quotidiano (abbondante: 5 ore di schermo al giorno per ogni individuo!) è evidente che la coscienza si annacqua, anzi viene dopata, la politica è vissuta più come nemica che amica, le passioni scientifiche sono spente, quelle sociali sono trainate dalla cronaca nera ecc. Restano obiettivi di merito il denaro e il piacere. Questo è quanto di principale il management della società offre alla massa del pubblico. Speriamo che i giovanissimi non abbocchino e che gli adulti si sveglino. Naturalmente gli intellettuali penseranno di essere un’eccezione.
266 – IL VENTAGLIO DELL’ENTROPIA
La competenza è un elemento importante per la scelta di partner professionali, opinion makers, delegati politici. La competenza non vuol dire capacità di eloquio, di teatralità espressiva o di appeal estetico. Ci sono eccellenti provocatori e comici, creativi e disinvolti, nonché sorrisi smaglianti e corpi ben torniti che fanno spettacolo. Ma dare a questi competenza economica e scientifica è una truffa per occhi e orecchie dell’audience. Questo non vuol dire che, per esempio, i conduttori tv e i loro ospiti debbano essere tutti ‘notai’, ma certamente non è opportuno dare compiti di cultura sanitaria a critici d’arte, gastronomi, scrittori o soubrettes di cronaca rosa, con contorno di litigi e voci sovrapposte. Se i responsabili editoriali gestiscono in questo modo la situazione vuol dire che cavalcano il ventaglio dell’entropia e la confusione (quello dell’’uno vale uno’), e dovremo dare a questa loro creatività una parte di responsabilità della babele ideologica, dei comportamenti ‘liquidi’ e della degenerazione di un democratico dibattito culturale.
267– TORMENTONE NO-VAX
La pandemia non è finita e le esternazioni dei no-vax continuano a preoccupare. Ma più preoccupante è l’insistenza, anzi il tormentone, che soprattutto nei talk show televisivi persevera nel dare spazio a ospiti con tesi antiscientifiche e false affermazioni o interpretazioni. Quasi un abuso della credulità. In nome del pluralismo delle opinioni, assistiamo a esibizioni critiche della ragion comune. Dal momento che oltre l’80% della popolazione in età adulta si è vaccinata e che le percentuali di contagio per i vaccinati sono largamente inferiori a quelle dei no-vax, insistere su informazioni di complotti dittatoriali a difesa di una privacy marginale (e non della salute altrui) sembra irragionevole. Non per voler censurare opinioni, ma certamente i media non possono veicolare pensieri strampalati in così grande misura, anche se inseriti in un confronto. Fare più audience con le fake news? Non è serio, si fa brutta figura.
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Paolo Lutteri, di Milano, si occupa di comunicazione e marketing dal 1976. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Milano e Diplomato all’Istituto Universitario di Lingue di Pechino. Giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti e all’Unione Giornalisti Italiani Scientifici. Ha lavorato con il quotidiano Il Giorno, con le società Spe, Sport Comunicazione e Alfa Romeo; con il Gruppo Rai dal 1989 si è occupato di marketing, sport, nuovi media e relazioni internazionali. Ha tenuto corsi presso le Università degli Studi di Milano e Bicocca, le Università di Roma Sapienza e Tor Vergata. Attualmente studia e scrive articoli sull’innovazione culturale e tecnologica, fa parte del Comitato di Direzione della rivista Media Duemila, è socio onorario dell’Osservatorio TuttiMedia, membro d’onore dell’EGTA-Associazione Europea Concessionarie tv e radio, membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Eurovisioni, socio e direttore del Centro Documentazione e Formazione della Fondazione Salvetti. e-mail: paolo.lutteri@libero.it