Alberto Barachini (Sottosegretario all’editoria) apre la tavola rotonda su Il futuro di un’informazione tra uomo e macchina: verso un nuovo linguaggio?: “Credo che la chiave sia quella della curiosità. Il giornalista nasce con una caratteristica unica: quella di essere curioso, di leggere l’innovazione, di portare l’innovazione dalla sua parte”.

Cambiamento e giornalismo

Nel suo intervento, il Sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini riflette sul profondo cambiamento vissuto dal giornalismo negli ultimi decenni. Dall’epoca degli U-matic (formato di registrazione video professionale sviluppato da Sony nei primi anni ’70), e del montaggio analogico all’arrivo del digitale, delle newsroom integrate, di Internet e infine dei social media: ogni passaggio ha trasformato linguaggi, tempi e strumenti della professione. Eppure, osserva Barachini, la “grammatica” del giornalismo resta la stessa, così come il suo tratto distintivo: la curiosità.

Nessuna paura per l’innovazione

Per affrontare l’innovazione non serve paura, ma la capacità di restare un passo avanti, di leggere il futuro mentre accade. Barachini parla della sua recente missione negli Stati Uniti. Oltre oceano  le tecnologie ormai pienamente operative sono i sistemi di delivery autonomi, i taxi senza guidatore, la connettività satellitare. Poi c’è la  continua integrazione pervasiva dell’intelligenza artificiale. Di fronte a questi scenari, la risposta non è competere con la tecnologia, ma superarla attraverso creatività, originalità dei contenuti, esperienza, capacità di relazione: gli elementi che permettono al giornalista di “battere l’algoritmo”.

Qualità dell’informazione e qualità delle relazioni inscindibili

L’esperienza politica conferma questa visione: qualità dell’informazione e qualità delle relazioni sono inscindibili. Per questo, al Dipartimento dell’Informazione sono stati avviati nuovi strumenti di presidio, quale è un ufficio affari internazionali con Bruxelles e una commissione sull’intelligenza artificiale guidata da padre Paolo Benanti. Queste realtà  hanno contribuito alla definizione dell’articolo 26 della legge italiana sull’AI, prima normativa internazionale in grado di governare i deepfake.

Pericoli per la democrazia

Al centro rimane un obiettivo: tutelare il rapporto di fiducia tra informazione e cittadini. Senza fiducia e senza adeguata intermediazione, avverte Barachini, si indebolisce la partecipazione democratica, come dimostrano anche i recenti dati sull’affluenza elettorale. L’innovazione non va temuta, ma governata: come ricordava Rodari, la tecnologia non impoverisce la fantasia, purché ci siano formazione, consapevolezza e la capacità di riconoscere il filo che collega passato, presente e futuro.

 

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Maria Pia Rossignaud
Giornalista curiosa, la divulgazione scientifica è nel suo DNA. Le tecnologie applicate al mondo dei media, e non solo, sono la sua passione. L'innovazione sociale, di pensiero, di metodo e di business il suo campo di ricerca. II presidente Sergio Mattarella la ha insignita dell'onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. Vice Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, associazione culturale creata nel 1996, unica in Europa perché aziende anche in concorrenza siedono allo stesso tavolo per costruire il futuro con equilibrio e senza prevaricazioni. Direttrice della prima rivista di cultura digitale Media Duemila (fondata nel 1983 da Giovanni Giovannini storico presidente FIEG) anticipa i cambiamenti per aiutare ad evitare i fallimenti, sempre in agguato laddove regna l'ignoranza. Insignita dal presidente Mattarella dell'onorificenza di "Cavaliere al Merito della repubblica Italiana. Fa parte del gruppo di esperti CNU Agcom. E' fra i 25 esperti di digitale scelti dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea. La sua ultima pubblicazione: Oltre Orwell il gemello digitale anima la discussione culturale sul doppio digitale che dalla macchina passa all'uomo. Già responsabile corsi di formazione del Digital Lab @fieg, partecipa al GTWN (Global Telecom Women's Network) con articoli sulla rivista Mobile Century e sui libri dell'associazione. Per Ars Electronica (uno dei premi più prestigiosi nel campo dell'arte digitale) ha scritto nel catalogo "POSTCITY". Già docente universitaria alla Sapienza e alla LUISS.