La Camera dei Deputati si è aperta al primo “BarCamp”. L’idea è di Anna Masera portavoce della Camera e giornalista esperta di nuove forme di comunicazione. Nella sala del Mappamondo, coloro che hanno deciso di proporre un progetto son stati ascoltati. Media Duemila ha deciso di pubblicare la proposta di Antonella Giulia Pizzaleo, ricercatrice CNR esperta di Internet Governace.
I Comuni, in particolare i medi e i piccoli (questi ultimi sono il 70% del totale, 5.652 su 8.052), spesso non sono in grado di definire e sviluppare un piano di e-government né tantomeno un’Agenda Digitale in autonomia, sia per mancanza di fondi, sia soprattutto di competenze.
Questi i principali effetti negativi che questa situazione comporta:
1. si escludono i Comuni medi e piccoli dalla crescita che lo sviluppo di un’Agenda Digitale – o di parti di essa – potrebbe comportare;
2. si continua a disegnare una mappa della digitalizzazione italiana “a macchia di leopardo”;
3. si potenzia il cosiddetto effetto “San Matteo”, aggravando i divari esistenti tra le città e i territori più piccoli;
4. si lasciano le amministrazioni comunali medie e piccole prive dell’aiuto necessario e spesso in preda al controllo da parte di fornitori privati;
5. non si favorisce una razionalizzazione degli interventi per l’e-Government, necessari in misura maggiore in un periodo di scarse disponibilità di risorse e indispensabili per realizzare una digitalizzazione della PA interoperabile.

La proposta:
1. favorire l’associazione dei medi e piccoli Comuni in tema di Agenda Digitale, sul modello delle Alleanze Locali per l’Innovazione (ALI). Le ALI, promosse a partire dal 2007 dall’allora DigitPA, sono organismi di cooperazione intercomunale, partecipati e controllati dai comuni – con particolare riferimento a quelli sotto i 5 mila abitanti – finalizzati alla gestione associata di sistemi informativi, di infrastrutture tecnologiche e di servizi legati all’ICT, necessari per superare il divario tecnologico, il divario di competenze e per attuare l’e-government. Le ALI, che hanno rappresentato l’evoluzione dei Centri di Servizio Territoriali, hanno anche permesso ai Comuni medi e piccoli di essere inseriti in modo più saldo in una filiera di governance coerente e multilivello (dal nazionale al locale), che rappresenta la modalità più opportuna per creare un framework unificante in relazione allo sviluppo nazionale dell’Agenda Digitale, che massimizzi gli effetti positivi e minimizzi le duplicazioni di azioni, le sovrapposizioni di iniziative e quindi gli sprechi di risorse.
La fase di cofinanziamento delle ALI da parte di Agid è chiusa per la maggior parte dei progetti ed è in fase di chiusura per un numero residuo.
L’Agid, i Ministeri di competenza, le Regioni e le altre istituzioni interessate potrebbero riprendere il Progetto ALI, attualizzarlo con le integrazioni opportune in tema di Agenda Digitale, e renderlo il nuovo strumento al servizio dei Comuni medi e piccoli.
2. redigere – ad opera delle istituzioni appena citate – delle Linee Guida per la definizione e redazione dell’Agenda Digitale per i Comuni medi e piccoli in ambito associato. Scopo delle Linee Guida dovrebbe essere quello di disegnare uno sviluppo delle agende digitali locali in forma associata, coerente con i differenti livelli di governance coinvolti.