Nella Sala Marconi della Radio Vaticana a Roma, giovedì 5 dicembre è stata presentata una nuova app per Ipad, Bible World, un’opera multimediale che consente di vivere un’esperienza della Bibbia totalmente nuova e avvolgente.
Sono molti gli aspetti di interesse di questo progetto.
Il primo è senz’altro l’impatto editoriale. Non si tratta di una semplice proposta di contenuti scaricabili da iTunes, come ce ne possono essere centinaia che affrontano contenuti religiosi e biblici, ma di un progetto durato 3 anni, con implicazioni ermeneutiche, scientifiche, teologiche, semantiche, comunicative e linguistiche rigorose e profonde.
Applix, che ha prodotto l’applicazione e le Edizioni Paoline hanno coordinato un lavoro di team il cui risultato finale è stato vagliato e certificato dalle autorità teologiche cattoliche.
L’approccio progettuale è stata una vera e propria sfida.
Roberto e Gualtiero Carraro di Applix hanno traslato nel linguaggio religioso la loro esperienza di filosofi della multimedialità, competenze che avevano già portato Steve Jobs a presentare, alla platea che stava assistendo il lancio dell’iPad, il loro brevetto Bubble viewer, come l’esatta forma di quello che lui intendeva come immersione in una piattaforma virtuale.
Questo è l’altro affascinante aspetto.
Far coincidere il massimo della fruizione di modelli virtuali con la tradizione per eccellenza, quella stessa che aveva affrontato Gutenberg nella prima grande rivoluzione tecnologico di massa.
Gualtiero Carraro, nel suo intervento ha parlato di gamification, intendendo con questo, un approccio totalmente immersivo, a livelli multipli, ad accessi multipli, a linguaggi multipli; per un’esperienza gratificante, da un lato, ma al tempo stesso, non passiva ma socializzante e creativa.
Questo è l’altro aspetto, ultimo ma non meno importante, che caratterizza Bible World nel suo specifico. L’essere un’opera aperta, non perché incompleta ma perché in costruzione, come lo è da secoli, lo studio e la fruizione del libro sacro per miliardi di persone in tutto il mondo.
Che si sia credenti o meno, il progetto permette di avere dalla Bibbia esattamente quello che si è disposti a ricevere. Una conoscenza antropologica, storica, artistica, linguistica, filosofica, letteraria e non solo per la catechesi o per la necessità teologica.
Non soltanto è stata concepita per il lavoro degli esperti, ma, grazie alla sua struttura ad accessi e livelli “di gioco”, per chi la volesse utilizzare, partendo anche limitate conoscenze di base, per vuole salire di livello cognitivo, proprio come in un videogame, se questo non suona come blasfemo.
L’interesse partecipato di Monsignor Georg Ganswein, Prefetto della Casa Pontificia, stretto collaboratore di Papa Ratzinger, intervenuto alla presentazione, testimonia che l’uso di tecnologie non tradizionali è apprezzato e condiviso, e crediamo sarà virale anche con Papa Bergoglio. Era difficile spiegare in poche righe le tante funzioni dell’app, il modo migliore per scoprirlo è farlo in modo diretto sul suo sito www.bibleworld.it.

Giorgio Fontana
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