cover bit generationGiovedì 20 febbraio, presso la Feltrinelli di Napoli, Lello Savonardo ha presentato il libro “Bit Generation. Culture giovanili, creatività e social media”, volume curato da lui ma che contiene contributi di Antonietta Bisceglia, Annalisa Buffardi, Domenica Coppola, Franco Crespi, Derrick de Kerckhove, Dario De Notaris, Pietro Maturi, Enza Maria Paolino, Gabriella Punziano, Lello Savonardo, Giorgina Sommonte.
Alla presentazione sono intervenuti anche Enrica Amaturo (Direttrice del Dipartimento di Scienze Sociali, Università degli Studi di Napoli Federico II), Mauro Calise (Dipartimento di Scienze Sociali, Università degli Studi di Napoli Federico II), Alessandra Clemente (Assessore ai Giovani del Comune di Napoli) e Francesco Nicodemo (Responsabile nazionale comunicazione del PD).
La Bit Generation si nutre e si esprime attraverso la software culture. I giovani, “figli dei fiori virtuali”, navigati navigatori di internet, per i quali il mutamento accelerato non è una semplice realtà, ma un dato prestabilito, sono tra i principali fruitori delle tecnologie digitali. Sempre connessi, always on, attraverso i nuovi strumenti interattivi i giovani comunicano, si esprimono e danno vita a linguaggi creativi e produzioni culturali inedite. Negli anni Sessanta, Beat esprimeva ribellione, battito, ritmo. Oggi, Bit è connessione, condivisione, partecipazione.
Le veloci trasformazioni sociali e culturali si esprimono attraverso una continua produzione di nuovi linguaggi. Per comprendere le dinamiche e i processi della società contemporanea è necessario conoscerne le rappresentazioni simboliche, le forme di socializzazione e le innovazioni culturali. I giovani, con i loro linguaggi, sono tra i principali protagonisti di tali mutamenti. Bit Generation si concentra sulle forme di produzione e fruizione culturale che investono le nuove generazioni nell’era digitale.
A partire da un ampio inquadramento teorico, il lavoro presenta i risultati di un’indagine dell’Osservatorio Giovani dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, condotta sui consumi e le culture giovanili che caratterizzano la città di Napoli. Centrale nell’analisi è il processo di costruzione sociale dell’immaginario individuale e collettivo, che si esprime anche attraverso attività creative, consumi culturali e inedite forme di socialità mediate dall’uso delle tecnologie digitali.
La creatività giovanile nutre la produzione culturale, ma anche l’economia, liberando e promuovendo l’effervescenza artistica, determinando significativi momenti di aggregazione e animando le risorse produttive della realtà urbana. Il connubio giovani e creatività rappresenta una risorsa significativa su cui fare leva per progettare e realizzare efficaci strategie di sviluppo economico, oltre che culturale ed artistico. Inoltre, l’evoluzione tecnologica muta profondamente il rapporto delle nuove generazioni con gli istituti tradizionali della cultura, nonché il loro approccio alla conoscenza, alla socialità e alla partecipazione politica. I giovani sono tra i principali fruitori della Rete, protagonisti di una software society immersa sempre di più in una software culture. In tal senso, è possibile parlare di una Bit Generation che, anche attraverso le tecnologie digitali, esprime nuovi linguaggi, inedite forme comunicative e innovativi processi culturali.
Lello Savonardo insegna “Teorie e Tecniche della Comunicazione” e “Comunicazione e Culture Giovanili” presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. È Segretario Generale e componente del Consiglio Direttivo dell’Associazione Italiana di Sociologia (AIS) e coordina l’Osservatorio Giovani promosso dall’Ateneo di Napoli Federico II. Tra le sue principali pubblicazioni: Sociologia della Musica. La costruzione sociale del suono, dalle tribù al digitale (Torino 2010); Figli dell’incertezza. I giovani a Napoli e provincia (Roma 2007); Cultura senza élite. Il potere simbolico a Napoli nell’era Bassolino (Napoli 2003).

Dario Sautto
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