Chi è Maddalena Boffoli

…un mix di energia pugliese, fuoco arietino, amore per la vita, passione e vocazione per la difesa, che mi portano ad osare nella vita e nel mio essere avvocato.

Donna e trasformazione digitale, questa rivoluzione velocizzerà il raggiungimento della parità?

Ridurre il divario di genere nel mondo della tecnologia sino ad eliminare il digital gender gap è fondamentale nel cammino per il raggiungimento delle Pari Opportunità.

Le tecnologie, infatti, stanno completamente ridisegnando sia i settori produttivi che le attività da svolgersi e le modalità operative nel mondo del lavoro.

Per essere sempre più competitive è quindi necessario che sempre più donne, ma soprattutto le ragazze in età scolare ed universitaria, si avvicinino alla formazione nelle discipline tecnologiche: la formazione, anche  scientifica e digitale, gioca un ruolo fondamentale per il raggiungimento delle Pari Opportunità, sia per quanto concerne l’accesso a sempre più attività lavorative e professioni, che per la crescita professionale all’interno di tali settori produttivi e di servizi.

Ad oggi la presenza femminile nelle Stem è infatti ancora poco significativa, con la conseguenza che alcune professioni o competenze restano ancora prerogativa maschile: affinché la rivoluzione digitale possa velocizzare il raggiungimento della parità, non può e non potrà prescindere dall’accompagnare sempre più donne ad una formazione adeguata, per poterle rendere significativamente competitive, per garantirsi l’accesso ai nuovi ruoli che la digitalizzazione sta ridisegnando nel modo del lavoro.

Pensi di poter rappresentare un “role model” per le giovani di oggi?

Non spetta certamente a me dirlo. Nel proprio percorso personale e professionale si impara, anche dagli errori, si osa, si vive, si percorre un cammino che passo dopo passo ti conduce a raggiungere obiettivi e mete che a volte mai neanche avresti immaginato: perseveranza, passione, senso di responsabilità e un pizzico di sana follia aiutano.

Certamente uno degli aspetti più belli della professione è quello di poter trasferire le proprie esperienze ai più giovani ed ai collaboratori perché ne facciano tesoro, ma senza la presunzione di poter essere un ‘role model’.

Garantire d’altronde il passaggio di esperienza e generazionale è nella natura umana: se così non fosse saremmo rimasti nella caverna senza far tesoro delle esperienze di chi ci ha preceduto, facendole diventare una base per poter ulteriormente progredire.

Nel tuo mondo professionale c’ è ancora molta strada da fare o i livelli raggiunti possono già essere considerati traguardi importanti?

Nel settore forense non si soffre di una disparità di genere quantomeno nell’accesso della professione: le donne che si affacciano alla pratica forense sono, addirittura, in numero superiore agli uomini.

La disparità di genere, tuttavia, può riguardare la SELEZIONE – FORMAZIONE – OPPORTUNITA’ DI CRESCITA – CONDIZIONI DI LAVORO – ORGANIZZAZIONE.

Il gender gap, anche secondo una recente Tavola Rotonda organizzata dalla Cassa Forense, è più evidente  piuttosto nel trattamento economico riconosciuto alle donne impegnate professionalmente nel settore forense. Le differenze peggiori vengono registrate nel sud del paese e dopo i 35 anni.

Sicuramente si può lavorare ancora tanto, ma a mio avviso, e ne sono la prova, se decidi di svolgere seriamente, con impegno e dedizione la professione forense, puoi decidere in autonomia e secondo le specifiche inclinazioni quale specializzazione coltivare. Va ormai superato il cliché secondo cui le donne avvocato sono considerate più idonee a gestire contenziosi fra persone che non affari, ovvero di occuparsi di questioni familiari, contrattuali, infortunistica, proprietà e locazioni.

Certamente, il cambiamento culturale in atto mirato al raggiungimento delle pari opportunità agevolerà l’eliminazione di qualsiasi retaggio culturale e/o qualsiasi “discriminazione interna” anche all’interno di Studi Legali (ad esempio, su disparità di trattamenti economici).

Va evidenziato peraltro che le maggiori società hanno avviato processi di valutazione del profilo D&I anche degli studi legali loro fornitori, per valutare, ad esempio, politiche di reclutamento o l’uguaglianza retributiva.

Posto che la valorizzazione della Diversity & Inclusion consente di attrarre risorse migliori, più creative e aperte all’innovazione, tale aspetto può diventare un fattore di orientamento alle decisioni da parte dei clienti nella scelta degli studi legali. Gli stessi clienti poi devono rispettare proprie politiche ESG, che possono coinvolgere l’intera catena dei fornitori e quindi anche di servizi legali.

Grimaldi Studio Legale, di cui sono entrata a far parte come equity partner, pur da sempre attento a tali politiche di D&I e in particolare nell’ottica di pari opportunità di crescita senza distinzione di genere, oggi più che mai è attivo, sia in fase di reclutamento che di formazione, nella valorizzazione delle competenze senza distinzione di genere.

Cosa consigli ad una giovane che vuole emergere nel tuo ambiente?

“Emergere” come avvocato oggi non è senz’altro semplice e non solo per i numerosi colleghi altamente qualificati nelle diverse discipline giuridiche. Oltre ad un percorso di studi non brevissimo, bisogna possedere diverse qualità, alcune innate come la costanza, l’estrema attenzione per il dettaglio, la perseveranza, la disponibilità, la “genialità” di trovare la soluzione giusta al caso concreto, altre che solo l’esperienza ti dona.

Ma, innanzitutto, ci vuole la passione ed il voler essere “a disposizione” di chi cerca in te la soluzione ad un problema.

 

 

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Giornalista curiosa, la divulgazione scientifica è nel suo DNA. Le tecnologie applicate al mondo dei media, e non solo, sono la sua passione. E' fra i 25 esperti di digitale scelti dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea. Fa parte del gruppo di esperti CNU Agcom. L'innovazione sociale, di pensiero, di metodo e di business il suo campo di ricerca. Direttrice della prima rivista di cultura digitale Media Duemila (fondata nel 1983 da Giovanni Giovannini storico presidente FIEG) anticipa i cambiamenti per aiutare ad evitare i fallimenti, sempre in agguato laddove regna l'ignoranza. Vice Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, associazione culturale creata nel 1996, unica in Europa perché aziende anche in concorrenza siedono allo stesso tavolo per costruire il futuro con equilibrio e senza prevaricazioni. La sua ultima pubblicazione: Oltre Orwell il gemello digitale anima la discussione culturale sul doppio digitale che dalla macchina passa all'uomo. Già responsabile corsi di formazione del Digital Lab @fieg, partecipa al GTWN (Global Telecom Women's Network) con articoli sulla rivista e sui libri dell'associazione. Per Ars Electronica (uno dei premi più prestigiosi nel campo dell'arte digitale) ha scritto nel catalogo "POSTCITY". Già docente universitaria alla Sapienza e alla LUISS.