Fabrizio Carotti FIEG nel numero di Media Duemila dedicato alla Cultural Intelligence parla di diritto d’autore.

“Nel corso degli ultimi anni, soprattutto da quando sono alla guida della Federazione Italiana degli Editori di Giornali, ho avuto modo di osservare l’emergere e il consolidarsi di un interesse crescente e sempre più generalizzato per i temi della protezione e della valorizzazione delle opere dell’ingegno e, più in particolare, dei prodotti editoriali.
Ed utilizzo intenzionalmente il termine “valorizzazione”, proprio per riferirmi all’aspetto concreto, quantitativo della tutela, inteso come monetizzazione e quindi riconoscimento di una equa remunerazione per l’uso che dei prodotti editoriali viene fatto da soggetti terzi, nelle diverse e variegate forme oggi consentite dallo sviluppo e dal progresso tecnologico.
Dalla rivoluzione digitale arrivano tante opportunità ma anche dei rischi, legati essenzialmente all’utilizzo abusivo dei contenuti prodotti dalle aziende editoriali e ai fenomeni di pirateria digitale.
La tutela del copyright diventa così un fattore strategico nella ricerca di un nuovo equilibrio economico per il settore: un equilibrio complesso perché tanti e diversi sono i diritti e gli interessi in gioco.
Si potrebbe dire che oggi più che mai il diritto d’autore è una questione di equilibrio: tra innovazione e produzione; tra diritti degli autori, dei consumatori e dei produttori di contenuti; tra i principi posti a tutela del copyright e altri fondamentali come la libertà di espressione e le regole del libero mercato e della concorrenza.
Gli editori italiani di giornali hanno colto da subito l’importanza di assicurare una tutela effettiva del diritto d’autore, realizzando autonomamente – ove possibile – iniziative per la valorizzazione del prodotto editoriale e incoraggiando pratiche legali di diffusione dei contenuti: la costituzione del Repertorio Promopress ha reso disponibile anche in Italia, dal 1° luglio 2012, un modello di licenza per la lecita riproduzione ed utilizzazione degli articoli di giornale in rassegne stampa, conforme alla normativa sul diritto d’autore e analogo ai sistemi da tempo operanti nel resto del mondo.
Sul fronte dell’enforcement, l’azione sistematica di contrasto ai fenomeni di pirateria digitale sul web, realizzata dalla FIEG in collaborazione con la Guardia di Finanza e con l’AGCOM, ha portato al blocco di numerosi siti pirata che illecitamente caricavano e diffondevano migliaia di copie digitali di quotidiani e periodici. Un’azione continua e costante, che ci vede impegnati in prima linea insieme alle molte altre associazioni, italiane e internazionali, che agiscono a tutela dei diritti dei produttori di contenuti.
Talvolta abbiamo anticipato i tempi, come nel caso dell’azione avviata nel 2009 dalla FIEG nei confronti di Google e che è stata giudicata determinante in ambito internazionale: una sorta di azione pilota – da “apripista continentale” – cui hanno fatto seguito analoghe iniziative in Germania e in Spagna e, da ultimo, l’apertura di una complessa e importante indagine antitrust da parte della Commissione europea, tuttora in corso.
In questo ambito abbiamo avuto il merito di evidenziare per primi l’esistenza – riconosciuta espressamente dall’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato – di un “contesto di forte squilibrio tra il valore che la produzione di contenuti editoriali genera per il sistema di Internet nel suo complesso e i ricavi che gli editori online sono in grado di percepire dalla propria attività, con il rischio che risulti compromesso il funzionamento efficiente dello stesso sistema”.
Oggi, il sistema di diffusione dei contenuti è evidentemente diverso rispetto a quello tradizionale del mondo editoriale cartaceo e richiede, a nostro avviso, un aggiornamento degli strumenti di valorizzazione dei contenuti editoriali di qualità, a tutela del diritto d’autore. Ciò che in particolare manca, soprattutto alla luce del crescente sviluppo tecnologico dell’era digitale, è la concreta esplicitazione della regola per cui anche gli operatori del mercato digitale che liberamente diffondono o facilitano la diffusione dei contenuti editoriali protetti sono tenuti al riconoscimento di tali diritti in favore degli editori.
Nuovi orientamenti, favorevoli a questo indirizzo, emergono a livello europeo dove si assiste all’affermarsi di una rinnovata sensibilità per la tutela del diritto d’autore, con un’attenzione a quelle che sono le sfide e le criticità del c.d. nuovo ecosistema digitale.
Sul punto è di recente intervenuto Günther Oettinger, Commissario UE per la Digital Economy & Society, sottolineando come “nella creazione di un Mercato Unico Digitale, è importante che la Commissione europea non tenga conto solo degli interessi dei consumatori, ma anche di quelli dei titolari dei diritti, fra cui rientrano gli autori, gli intermediari e gli editori, e ciò al fine di garantire che la creatività sia debitamente remunerata”.
Gli editori italiani auspicano che la stessa sensibilità possa “contagiare” anche il legislatore nazionale, da lungo tempo inerte, spingendolo ad una scelta forte che contempli la tutela del diritto d’autore in sede di evoluzione, attraverso l’adozione di una normativa che favorisca e consenta ai rightholders l’effettivo esercizio dei diritti sui propri contenuti nei confronti dei soggetti che utilizzano quei contenuti nella Rete.
Il riequilibrio dei rapporti tra titolari del diritto d’autore e nuove piattaforme distributive, ora del tutto sbilanciato a favore dei soggetti che intermediano la catena della visibilità dei contenuti e che producono profitti per se stessi utilizzando i contenuti prodotti da altri, va perseguito senza ulteriori indugi. Sotto questo profilo, la individuazione di nuovi modelli economici nella negoziazione tra produttori di contenuti e piattaforme distributive è, a nostro avviso, una delle strade più promettenti per favorire, e sostenere, i processi di convergenza multimediale”.

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