CLAUDIA CATTANI,  donna e manager, la sua carriera prova che il soffitto di cristallo si può infrangere. Infatti è la presidente di BNL BNP Paribas, una tra le principali banche in Italia, con 110 anni di attività. E’ anche Vicepresidente della Fondazione BNL, membro del Comitato Esecutivo dell’ABI, membro del Consiglio di Amministrazione in ISPI, e componente del Comitato per la promozione dell’imprenditorialità femminile della Camera di Commercio di Roma.

Pensa di rappresentare un esempio per le giovani di oggi?

Credo nell’esempio come forma di condivisione di esperienze; sono altrettanto convinta del valore “sociale” dell’esempio perché significa mettere a disposizione degli altri storie di vita vissuta in contesti personali e professionali: studio, formazione, attività lavorativa, best practice, etc. L’esempio è anche racconto: è per me sempre un gran piacere poter condividere la mia storia professionale con ragazze e ragazzi, proprio con l’obiettivo di dare loro un’indicazione e qualche suggerimento, magari sciogliere un dubbio o incoraggiare ad una scelta, ripercorrendo il mio percorso nelle diverse aziende che ho conosciuto, spesso ricoprendo ruoli ed incarichi  che prima di allora erano ritenuti solo maschili. Nel mio ruolo di Presidente di BNL BNP Paribas e di Findomestic sento forte la responsabilità sia nel rappresentare due aziende che sono particolarmente impegnate e concretamente attive anche nel campo dell’inclusione, del rispetto delle persone e nella valorizzazione delle diversità, sia nel poter mettere a disposizione dei più giovani il mio racconto di donna e manager.

Per arrivare alla parità è più importante la politica di genere, l’educazione o l’informazione?

Senza dubbio, questi fattori sono fondamentali nella loro interconnessione. Mi chiedo: quando si può dire che la parità è raggiunta? Esiste un livello, un indice al di sotto o al di sopra del quale l’obiettivo è centrato o meno? Le aziende hanno propri target numerici che sono essenziali per misurare il livello di concreta inclusività, ma – più in generale – la parità di genere è un obiettivo mentale e culturale che va alimentato, sostenuto e incoraggiato con uno sforzo consapevole e sistemico, pubblico-privato: la famiglia, la scuola, le istituzioni, la cultura, i media e le aziende, appunto. Tutto deve contribuire alla costruzione di un ecosistema sociale e civico, che diventi sempre più la base della nostra società. Utilizzo l’aggettivo “civico”, perché richiama il concetto di cittadino-a e richiama l’importanza dell’educazione civica come insegnamento essenziale nell’acquisizione di consapevolezza dell’altro, nell’ambito di un tessuto sociale e politico.

Cosa consiglia ad una giovane che vuole emergere?

Mi soffermo prima sulla parola “emergere” che, anche etimologicamente, si contrappone a termini come sommergere, affondare… Emergere per me è prima di tutto capacità di saper “nuotare”, quindi movimento, proattività e reattiva, energia, forza, allenamento. E poi farlo in modo veloce, magari più veloce di altri in una competizione sana, rispettosa e costruttiva. Lo studio e la formazione continua sono il primo passo per una giovane che voglia avere basi solide e adeguata preparazione. Credo molto nel valore della conoscenza, perché – per le ragazze e non solo – è leva di autonomia e  indipendenza oltre che contributo per capire ciò che siamo e vogliamo essere. Il mio consiglio è anche “impegnarsi a sognare”: alimentare i propri desideri e i propri obiettivi e impegnarsi a raggiungerli.

La storia ci insegna che le donne che hanno lottato per la parità di genere hanno avuto risultati concreti, garantendo alle nuove generazioni più libertà di espressione e possibilità di realizzare i propri sogni. Ha in mente esempi di donne che l’hanno ispirata?

Negli anni ’70, da giovane studentessa universitaria, sono stata fortemente ispirata da Marisa Bellisario, all’epoca dirigente Olivetti e successivamente Amministratore Delegato di Italtel. Una volta entrata nel mondo del lavoro e raggiunta la qualifica di dirigente, fu per me naturale aderire alla Fondazione Marisa Bellisario, intitolata alla manager prematuramente scomparsa. Attualmente sono la Referente per il Lazio della Fondazione e, nel corso degli anni – grazie anche alle tante iniziative che la stessa Fondazione organizza – in primis il “Premio Mela d’Oro” – sono davvero tante le donne che ho incontrato e conosciuto, delle quali sono orgogliosa di essere amica e che rappresentano storie di successo; sono, come si diceva prima, esempi concreti. L’elenco sarebbe lungo e allora ne cito una che rappresenta tutte noi: Lella Golfo, dalla cui intuizione nel 1989 è nata la Fondazione Marisa Bellisario. Senza dimenticare proprio Marisa, la cui lezione e, ancora una volta, il cui esempio sono un patrimonio da custodire e condividere.  Ricordo una sua frase simbolo che rappresenta una sintesi particolarmente efficace: “Per una donna avere successo è più difficile ma è molto più divertente”.

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Maria Pia Rossignaud
Giornalista curiosa, la divulgazione scientifica è nel suo DNA. Le tecnologie applicate al mondo dei media, e non solo, sono la sua passione. L'innovazione sociale, di pensiero, di metodo e di business il suo campo di ricerca. II presidente Sergio Mattarella la ha insignita dell'onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. Vice Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, associazione culturale creata nel 1996, unica in Europa perché aziende anche in concorrenza siedono allo stesso tavolo per costruire il futuro con equilibrio e senza prevaricazioni. Direttrice della prima rivista di cultura digitale Media Duemila (fondata nel 1983 da Giovanni Giovannini storico presidente FIEG) anticipa i cambiamenti per aiutare ad evitare i fallimenti, sempre in agguato laddove regna l'ignoranza. Insignita dal presidente Mattarella dell'onorificenza di "Cavaliere al Merito della repubblica Italiana. Fa parte del gruppo di esperti CNU Agcom. E' fra i 25 esperti di digitale scelti dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea. La sua ultima pubblicazione: Oltre Orwell il gemello digitale anima la discussione culturale sul doppio digitale che dalla macchina passa all'uomo. Già responsabile corsi di formazione del Digital Lab @fieg, partecipa al GTWN (Global Telecom Women's Network) con articoli sulla rivista Mobile Century e sui libri dell'associazione. Per Ars Electronica (uno dei premi più prestigiosi nel campo dell'arte digitale) ha scritto nel catalogo "POSTCITY". Già docente universitaria alla Sapienza e alla LUISS.