Certo non posso esimermi dal commentare la domanda che Paolini rivolge a ChatGPT e che mi riguarda nello speciale de L’Unione Sarda Plus l’intelligenza in redazione.

Il mio commento è positivo: la risposta è brillante quanto la domanda. Aggiungerei intanto che più ci si lascia guidare dal navigatore meno si mantiene una capacità indispensabile alla nostra sanità mentale e non solo per gli umani. Praticamente per tutti gli esseri viventi,  saper simulare il volume, le dimensioni e alcuni contenuti pertinenti dello spazio che occupiamo o che è necessario immaginare per quanto concerne le mete fisiche e quelle mentali per arrivare alla tappa successiva è l’essenzialità per l’essere umano e ci fa differenti dalla macchina. La mente è fatta per predire i comportamenti da adottare per prepararsi a cosa può succedere. Se la macchina lo fa per te, perdendo l’obbligo di doverlo fare e poi l’abitudine rischi di svuotarti dell’essenza stessa della tua umanità.

Articolo precedenteDerrick de Kerckhove è cittadino italiano
Articolo successivoMente e tecnologia a confronto: Lorenzo Paolini (L’Unione Sarda) intervista ChatGPT
Derrick de Kerckhove
Sociologo, giornalista, Direttore scientifico di Media Duemila e Osservatorio TuttiMedia. Già Visiting professor al Politecnico di Milano. Ha diretto dal 1983 al 2008 il McLuhan Program in Culture & Technology dell'Università di Toronto. Docente e keynote per università di tutto il mondo, è autore di numerosi libri, tra gli ultimi: "L’uomo quantistico" (RAI Libri 2025) e "The Quantum Ecology" (MIT PRESS 2024). Il suo best seller è "The Skin of Culture and Connected Intelligence".