Nel mondo dell’informazione del Novecento, il giornalista era un mediatore: selezionava i fatti, li verificava, li raccontava. Oggi, nell’ecosistema digitale, quella funzione è sempre più affiancata – e in parte sostituita – da ciò che Andrey Mir definisce Inquisitore Virale.

L’Inquisitore Virale non è una persona e non è una professione. È un meccanismo ambientale fatto di piattaforme, algoritmi e reazioni collettive. Non lavora sui fatti, ma sugli atteggiamenti. Non informa: osserva, valuta, giudica. Agisce dopo la pubblicazione, misurando like, condivisioni, silenzi, emozioni.

In questo ambiente, ciò che conta non è solo ciò che è vero, ma ciò che è allineato. La comunicazione si sposta dall’informazione alla esposizione delle identità, dal contenuto al posizionamento emotivo.

Ebbene precisare che prima dell’Inquisitore Virale, la rete ha conosciuto anche l’Editore Virale: un meccanismo collettivo in cui utenti e comunità selezionavano e facevano circolare ciò che ritenevano rilevante. Un processo imperfetto, ma orientato più alla condivisione dei contenuti che al giudizio delle persone.

Oggi quell’equilibrio si è spostato.
All’inizio di questo nuovo anno, l’invito è a riaprire la conversazione partendo da una domanda semplice:
👉 quando leggiamo, condividiamo o commentiamo online, stiamo ancora partecipando a un processo editoriale… o stiamo contribuendo a un meccanismo di giudizio?

È da qui che riparte il nostro dialogo sui media.

All’inizio di questo nuovo anno non proponiamo risposte definitive, ma un invito alla conversazione.
👉 Quando leggiamo, condividiamo o commentiamo una notizia, che ruolo stiamo assumendo?
Quello di chi informa, di chi reagisce… o di chi giudica?

È da queste domande che riparte.

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Maria Pia Rossignaud
Giornalista curiosa, la divulgazione scientifica è nel suo DNA. Le tecnologie applicate al mondo dei media, e non solo, sono la sua passione. L'innovazione sociale, di pensiero, di metodo e di business il suo campo di ricerca. II presidente Sergio Mattarella la ha insignita dell'onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. Vice Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, associazione culturale creata nel 1996, unica in Europa perché aziende anche in concorrenza siedono allo stesso tavolo per costruire il futuro con equilibrio e senza prevaricazioni. Direttrice della prima rivista di cultura digitale Media Duemila (fondata nel 1983 da Giovanni Giovannini storico presidente FIEG) anticipa i cambiamenti per aiutare ad evitare i fallimenti, sempre in agguato laddove regna l'ignoranza. Insignita dal presidente Mattarella dell'onorificenza di "Cavaliere al Merito della repubblica Italiana. Fa parte del gruppo di esperti CNU Agcom. E' fra i 25 esperti di digitale scelti dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea. La sua ultima pubblicazione: Oltre Orwell il gemello digitale anima la discussione culturale sul doppio digitale che dalla macchina passa all'uomo. Già responsabile corsi di formazione del Digital Lab @fieg, partecipa al GTWN (Global Telecom Women's Network) con articoli sulla rivista Mobile Century e sui libri dell'associazione. Per Ars Electronica (uno dei premi più prestigiosi nel campo dell'arte digitale) ha scritto nel catalogo "POSTCITY". Già docente universitaria alla Sapienza e alla LUISS.