La Strati d’Arte Gallery, in via Sicilia 133 a Roma, ospita fino al 3 aprile 2026 la prima personale dell’artista Adele DEZI, “WEIGHTLESS”, curata da Diana Daneluz, con il sostegno di Indoor Rowing, che ha fin qui visto un grande successo di pubblico e le sue opere suscitato l’interesse di diversi collezionisti. Il Finissage, giovedì 2 aprile dalle ore 17.30.

Nel titolo, un metodo. E un memo

WEIGHTLESS il titolo della mostra, “senza peso” – una leggerezza esemplificata dalla levità delle figure filiformi e sospese al centro della sua ricerca e dalla fluidità del movimento di quelle più piene pure esposte – è la leggerezza che l’artista prova nel delegare al gesto artistico e infine al suo supporto, contenuti, sensazioni, emozioni altrimenti pesanti da elaborare. Di più. Una volta completata l’opera, guardarne l’esito permette all’artista stessa di approfondire e riconoscere quel dolore o quel contenuto espresso, meglio che attraverso il rimuginare del pensiero o il confronto con sé stessa e gli altri. Un metodo di conoscenza, quindi, e un modo per esistere, per interrogare la realtà, per trasformare l’esperienza in immagine. E WEIGHTLESS, nelle intenzioni dell’artista, vuol essere anche un promemoria: ricordare a sé stessa in primis, ma anche a tutti coloro che vanno scoprendo il suo lavoro, a dare il giusto peso alle cose davvero importanti, togliendo viceversa attenzione a quelle che davvero non lo sono.

Il corpo al centro, come porta verso altro

La pittura di Adele Dezi, che ha già esposto in precedenza in contesti collettivi – si legge nel testo per il catalogo della curatrice, Diana Daneluz – approda a questa mostra personale con un progetto che mette al centro il corpo come linguaggio primario e spazio di trasformazione, una selezione di opere in cui sviluppa una ricerca visiva essenziale e simbolica, capace di dialogare con una dimensione arcaica del gesto pittorico (dove dipingere non è tecnica o esercizio estetico, ma gesto fondamentale dell’essere umano) e con la sensibilità contemporanea.  Nelle sue tele, così come negli altri supporti derivati per scelta dal riciclo di materiali della sua quotidianità, compaiono figure umane prive di identità individuale, immerse in campi cromatici intensi, spesso dominati da un colore carico di simbolismo come il rosso. I corpi, ridotti all’essenza del movimento fermato in un preciso istante, quello della massima tensione o quello dell’immobilità meditativa, evocano una dimensione collettiva e senza tempo. La mostra offre così al pubblico l’occasione di entrare nel linguaggio pittorico di una artista che utilizza il segno e il colore come strumenti di evocazione più che di rappresentazione. E che propone una riflessione sul ruolo del corpo come luogo di relazione tra individuo, memoria collettiva e dimensione simbolica indagando lo stato (e lo stallo) di un’umanità cui per qualche motivo viene meno lo “sguardo”. Quel senso, magistralmente descritto dalla scrittrice Amélie Nothomb nel suo “Metafisica dei tubi” come “il senso che proietta, che afferma la presenza, che stabilisce un contatto intenzionale col mondo”. Un’umanità quindi diventata per qualche motivo impermeabile a ciò che la circonda. Una condizione facilmente riscontrabile oggi.

Ninfe di Primavera

La dimensione allusiva e simbolica del lavoro artistico di Adele Dezi è anche la chiave interpretativa che offre Francesco Gallo Mazzeo, storico e critico d’arte, nella prosa che ha voluto dedicarle, intitolata “Ninfe di Primavera” e disponibile in galleria. Francesco Gallo Mazzeo convoca nella sua riflessione due immagini, un quadro e una fotografia, che incarnano l’ideale filiforme — la Ninfa di Primavera di Lucas Cranach il Giovane e il ritratto di Isabelle Caro realizzato da Oliviero Toscani — per individuare nella ricerca dell’artista qualcosa che va oltre la forma: i suoi corpi filiformi non sono né carne né spirito, ma «distillato immaginario», «d’un rasente d’astratto», quasi una vibrazione dell’universo che si fa immagine. Le figure dell’artista sono frazioni di mondo, e – scrive il critico – il lavoro di Adele Dezi è “pittura, sì, ma testo sofferto, di un inchino all’eterna sincronia, che è pensiero, immaginario, perché tutto è, Velo di Maya».

SCHEDA INFO MOSTRA

Titolo: WEIGHTLESS

Artista: Adele Dezi

Curatrice:  Diana Daneluz

Sede:  Strati d’Arte Gallery – Via Sicilia 133\135 – Roma

Apertura al pubblico:  dal 16 marzo al 3 aprile 2026

Lunedì – venerdì 10 – 18 (Ingresso libero)

Sabato su appuntamento (t. +39 348 2872508)

Finissage:                                 giovedì 2 aprile dalle 17.30. Aperitivo d’arte

Con il sostegno di:                      Indoor Rowing S.r.l.

Info:      www.stratidarte.com | info@stratidarte.com |+39 375 7323331

 

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