di MARIATERESA CALIENDO –

“Piazza Tahir è bloccata. Stiamo provando ad arrivare lì. Gli egiziani stanno facendo la storia.” Scrive così Il manager di Google Wael Ghonim. Cosa c’entra Google con una rivoluzione politica? Un cambiamento di comunicazione di tipo orizzontale.
Ciò che succede oggi passa prima dalle rete e poi in tv. Internet quindi è la base. E chi fa notizia in rete? Siamo noi.

Questo l’argomento di discussione dell’atelier di intelligenza connettiva tenutosi al comune di Pompei lo scorso 15 novembre dal professor Matteo Ciastellardi dell’Università di Milano. Protagonisti i giovani pompeiani del liceo Santa Caterina, il Forum dei Giovani di Pompei e l’associazione Amici di Media Duemila.

La democrazia 2.0 è il punto di partenza. Dal punto di vista storico si è passati da una tradizione orale ad una tradizione scritta, fino ad arrivare ad una tradizione legata al mix di questi due fattori. I canali invecchiano e i media cambiano infatti oggi possiamo esprimere la nostra opinione tramite Twitter, o altri social network creando o partecipando alle comunità virtuali.
Queste ultime sono vere e proprie comunità che esprimono il loro pensiero come in una democrazia, ma 2.0, e si identificano in un idioletto (insieme di dialetti). Quindi si parla di attivazione e partecipazione politica perchè c’è un coinvolgimento globale.

E quando internet viene censurato? Come nella Primavera Araba, si passa per canali alternativi e, secondo la tesi di Hassampour: “Avviso ai dittatori: Facebook e Twitter non sono, come dice qualcuno, i vostri peggiori nemici. Diffondono le critiche, ma spesso distraggono i più dallo scendere in piazza. E quando il popolo lo fa davvero, oscurarli può addirittura rivelarsi un boomerang.”

E dalla teoria si passa alla pratica. Si torna a Pompei e i ragazzi si attivano più che mai nei workshop. Sono stati formati tre gruppi, secondo la logica degli atelier del professor Derrick de Kerckhove: tre idee per Pompei  e consigli per migliorare la loro città. Si propone sicurezza, trasporto pubblico, differenza tra centro e periferia e un progetto per questi ragazzi: continuare a sviluppare queste tematiche, approfondirle per poi discuterne la giornata conclusiva del ciclo McLuhan incotra Pompei.

Mariateresa Caliendo

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