L’intervento di Diego Ciulli (Head of Government Affairs and Public Policy, Google Italy) all’evento AI e SCIENZA – Un nuovo capitolo per salute, scienze naturali e sostenibilitàmi ha colpito perché racconta con chiarezza ciò che da tempo osserviamo: la ricerca scientifica e l’intelligenza artificiale stanno entrando in una fase di simbiosi, e l’Italia ha le competenze per essere protagonista, non semplice spettatrice. Concetto che ricorda la Symbiotic Autonomous Systems Initiative di IEEE di cui è stato responsabile Roberto Saracco, un amico di Media Duemila con visoni concrete sul futuro tecnologico, non solo italiano.
L’Italia innovatrice che non racconta
Ciulli ha ricordato come stiamo davvero vivendo l’inizio di una nuova era della scoperta scientifica, che in Italia esistono molti innovatori e che il Paese dovrebbe imparare a raccontare e valorizzare meglio le proprie eccellenze in ricerca, scienza, sanità e sostenibilità.
Ciulli parlando di “nuova era della scoperta scientifica”, coglie il punto: non stiamo più solo usando la tecnologia per comprendere la realtà, ma la stiamo co-creando insieme alle macchine. È un passaggio epocale che cambia il linguaggio della conoscenza e chiede una nuova alfabetizzazione scientifica e digitale.
Compiti a casa
Ciulli ha invitato i presenti a “fare i compiti a casa”: “ognuno deve contribuire a questa trasformazione scientifica e tecnologica – ha detto”. Ed ha anche spiegato che Google vuole sostenere il Paese formando più persone all’uso dell’intelligenza artificiale, costruendo infrastrutture che permettano ai centri di ricerca di utilizzare tecnologie avanzate e sviluppando algoritmi insieme ai neuroscienziati.
Condivido pienamente il richiamo al dovere di “fare i compiti a casa”. Le istituzioni, il mondo dell’impresa e quello della formazione devono lavorare insieme per trasformare l’innovazione in bene comune, non in privilegio di pochi. Non basta semplificare le regole, serve una visione culturale che metta al centro l’essere umano nella collaborazione con l’AI.
L’Italia ha una straordinaria tradizione di pensiero e creatività: il vero compito oggi è valorizzare le nostre eccellenze e costruire ponti tra scienza, etica e comunicazione. Solo così potremo davvero essere una potenza dell’intelligenza artificiale “umana”, capace di generare progresso sostenibile e consapevole.
Priorità
Ciulli ha, anche, indicato tre priorità. La prima è semplificare le regole sull’uso dell’intelligenza artificiale, e a questo proposito ha ricordato che il recente disegno di legge sull’AI apre nuove possibilità nell’uso dei dati sanitari e può rendere l’Italia più competitiva. La seconda è rendere lo Stato protagonista nell’adozione tecnologica, partendo da sanità, ricerca ed energia, migliorando l’efficienza pubblica e rafforzando il ruolo dell’Italia nella corsa globale all’AI. La terza riguarda il cambiamento del paradigma politico, non solo incentivando l’innovazione, ma rendendola un dovere e disincentivando chi non innova.
“Se adottiamo questa visione – ha concluso Ciulli – l’Italia può diventare una potenza dell’intelligenza artificiale. Google vuole essere un partner in questo percorso, che dipende da tutti noi”.
Infine con un sorriso ha concluso così: “Godetevi la serata e non preoccupatevi se vedete un po’ di fumo, possiamo anche accettarlo, se serve ad accendere una scintilla di futuro”.