di MARIA PIA ROSSIGNAUD

 

A Palermo il pubblico ed il privato in una collaborazione di eccellenza  nel settore dei trapianti. L’immagine di una Sicilia al centro del mondo mediterraneo per aiutare malati difficili, un’Italia capace di soccorrere tutta l’area dei Paesi mediterranei con un centro trapianti all’avanguardia. L’ISMETT (Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione) invita a Palermo i giornalisti scientifici per festeggiare il  millesimo trapianto di cuore e soprattutto il centro di eccellenza che dal 1996 cresce e fa crescere.  Giuseppe Di Piazza direttore del settimanale Sette del Corriere della Sera apre una giornata dedicata all’eccellenza sanitaria nel capoluogo siciliano: “Torno nella mia città dopo 30 anni per presentare i traguardi di una struttura all’avanguardia, un’emozione particolare constatare che nel  Sud esistono eccellenze direttamente collegate alla salvaguardia della vita dell’uomo”. L’Università di Pittsburgh e la Regione Sicilia, insieme  hanno creato le  premesse per un polo di eccellenza nel Mediteranno. Dopo 10 anni di sperimentazione oggi l’efficacia di questo binomio è sotto gli occhi di noi tutti: un uomo bolognese che racconta la sua esperienza di essere curato al Sud del mondo. E’ lui il millesimo trapiantato commosso e felice di raccontare la sua storia. La storia di chi non viene capito dagli amici perché sceglie il Sud per curarsi.  Il video del ministro Fazio racconta un’esperienza unica ed indica le prospettive di una sinergia che sicuramente può solo essere declinata al positivo. Meno sprechi, più risultati, meno costi, più successi e più umanità.

Il Cardinale di Palermo sottolinea l’orgoglio di una comunità che può guardare avanti con speranza perché un piccolo sole sorge in Sicilia con 1000 trapianti e terapie d’avanguardia che hanno salvato la vita di molte persone: “Quando una vita finisce, con la donazione dell’organo ne nasce un’altra. La chiesa è sempre stata vicina a questo settore. L’ISMETT serve la gente, dovremmo moltiplicare questi centri dove i malati non sono obbligati a prendere una valigia. Una persona che emigra per lavoro è nel pieno delle sue forze, un malato che parte è nel momento più buio della sua vita, in una fase di debolezza oggettiva”.  

Tutti i relatori presenti a rappresentanza delle autorità regionali che hanno creduto nell’iniziativa sono concordi nel sottolineare che  la strada intrapresa porterà la Sicilia a diventare un polo di eccellenza internazionale con uno sguardo particolare al Mediterraneo, grazie a  nuovi modelli che evitano errori: “Nelle burocrazie professionali troppo spesso le esigenze strutturali vengono prima delle esigenze dell’utente. Non ci possono essere strutture nel deserto, c’è bisogno di una fertilizzazione generale”.

Laura Raimondo, amministratore delegato di UPMC in Italia ricorda: “Quindici anni fa  sono iniziate le discussioni ed oggi il nostro ospedale è un esperimento ben riuscito.  Ora si può parlare di solidità e consolidamento dell’istituto. Dove la partnership non è di mero trasferimento tecnologico, ma è una collaborazione effettiva che ha portato a questo punto. 6000 giornate di formazione fatte a Pittsburg per fare uno sforzo di integrazione delle competenze con trasferimento di know how. Mille trapianti sono un’evidenza che sovrasta ogni altro risultato, ma non bisogna sottovalutare la capacità di produrre innovazione. Da una eccellenza si deve passare alla costruzione di una filiera che produrrà moltissime altre attività”.

Le scienze della vita sono da sempre un’area in cui l’UGIS cerca momenti di incontro e di confronto e qui a Palermo i giornalisti che hanno accolto l’invito di Simona Abbro, direttore della UPMC International Marketing, hanno ascoltato medici esperti di trapianti con metodologie all’avanguardia. Le specialità sono trapianto di fegato, polmone e cuore, la ricerca va verso la creazione di organi artificiali.  Certo qui a Palermo viene senz’altro “Nostalgia di Futuro”, titolo del premio in ricordo del fondatore della nostra  rivista Giovanni Giovannini.

Bruno Gridelli, direttore ISMETT, racconta non solo del millesimo trapianto, ma tanto altro.  Racconta il primo interveto del 1999, presso l’ospedale civico  di Palermo, del 2003 anno che segna l’inizio dei trapianti pediatrici, il 2004  con il nuovo ospedale ed infine non meno importante ricorda il 2006  per il trapianto di polmone in paziente HIV positivo. Ed eccoci anche ai trapianti di  fegato in via laparoscopico da donatore vivente.  In totale 555 trapianti di  fegato,  99  di rene, 77 di cuore, 65 di  polmone,  4 di  pancreas  e 22 trapianti combinati: “Siamo uno dei 4 ospedali europei che hanno un alto livello di  informatizzazione – conclude – per avere sotto controllo tutte le informazioni che ruotano intorno al pazienze, anche per ottimizzare le risorse economiche per curare sempre più e sempre meglio i pazienti”.  

John  P. Williams, direttore del Dipartimento di Anestesia presso l’Università di Pittsburgh parla di telemedicina in terapia intensiva  e di come si può trasferire specialità in luoghi remoti. “E’ scienza istantanea,  un modo per usare la tipologia delle reti sociali anche per la medicina.  Dunque  la telemedicina è una specie di facebook della medicina,  il pubblico è limitato ai medici”. Il professore della Pennsylvania lancia anche un grido di allarme sostenendo che non ci sono medici sufficienti per la terapia intensiva: “La domanda per intensivisti sarà sempre maggiore. Non avremmo abbastanza intensivisti  nei prossimi 20 anni perché la domanda cresce continuamente, la telemedicina può sopperire anche a questo genere di dieficit”. Nel prossimo numero di Media Duemila un ulteriore approfondimento.

 

Maria Pia Rossignaud

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