Sono stato protagonista a Più Libri Più Liberi, poi all’Università Federico II di Napoli per l’incontro “Metodi per interpretare la società” e al Metalab del Comune di Napoli con Maria Pia Rossignaud per “Infiniti mondi – Napoli Innovation City”. In queste occasioni ho ripercorso la mia lunga esperienza professionale, iniziata proprio in Italia. La mia missione, fin dall’inizio, è sempre stata quella di diffondere la cultura digitale ed ho trovato nell’Osservatorio TuttiMedia e in Media Duemila gli ambienti ideali.

In tutte e tre i recenti incontri ho constatato quanto  Media Duemila e l’Osservatorio TuttiMedia,  siano apprezzati per il ruolo atipico di ambienti di condivisione, ma soprattutto di anticipazione del cambiamento. Da questo percorso dedicato all’innovazione in Italia è nato il libro L’uomo quantistico, edito da Rai Libri che considero uno strumento utile per comprendere la contemporaneità.

La crisi epistemologica

Nel libro affronto anche il tema della crisi epistemologica generata dallo scontro tra  culture: il linguaggio simbolico e la cultura digitale, governata dalla logica degli algoritmi e incline a rafforzare la polarizzazione sociale. È una crisi che alimenta l’attuale caos politico e globale, una crisi che non può essere superata restando inerti, lasciando che gli eventi — guerre comprese — procedano da soli.

Vale la pena domandarsi come siamo arrivati fino a qui e dove siamo diretti.

Andiamo verso l’era del quantum —  in passato ho previsto l’arrivo delle nostre protesi tecnologiche computer prima e cellulare: oggi è evidente che  arriva la nuova era dominata dalla fisica quantica.

Capitale cognitivo

Parlo spesso di capitale cognitivo digitale: lo portiamo tutti in tasca. Accanto alla conoscenza personale che costruiamo dall’infanzia, la conoscenza digitale funziona in molti casi quasi meglio della nostra stessa mente. Siamo entrati in una sorta di infanzia cognitiva digitale, che produce disordine nel modo in cui cerchiamo soluzioni, ma al tempo stesso stimola la nostra immaginazione verso il futuro.

Guardando all’era quantistica che si sta delineando, ricordo di aver previsto l’avvento del digitale già nel 1989. Oggi sono convinto che stia emergendo una nuova cultura, una vera era quantistica. Non mi dilungo oltre qui, ma posso assicurare che ritornerò presto sul tema per capire, grazie alla concretezza delle menti che costituiscono il capitale di TuttiMedia e Media Duemila, cosa significa tutto ciò per l’uomo normale.

Al 2026 allora e buona fine e buon nuovo inizio per proseguire insieme, spero!

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Derrick de Kerckhove
Direttore scientifico di Media Duemila e Osservatorio TuttiMedia. Visiting professor al Politecnico di Milano. Ha diretto dal 1983 al 2008 il McLuhan Program in Culture & Technology dell'Università di Toronto. È autore di "La pelle della cultura e dell'intelligenza connessa" ("The Skin of Culture and Connected Intelligence"). Già docente presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II dove è stato titolare degli insegnamenti di "Sociologia della cultura digitale" e di "Marketing e nuovi media".