Angelo Marcello Cardani, presidente Agcom, alla giornata dedicata al Diritto d’autore online dedica parole quali: “ Indubbiamente produttiva, anche oltre le attese, con importanti contributi relativi alle visioni statunitense ed europea, alle esperienze di altri Stati membri dell’Unione, ad approfondimenti tematici e alle posizioni degli stakeholders”.

E continua: “L’Agcom ha intenzione di procedere con cura e prudenza, all’analisi del dossier e degli interventi che, alla luce dei contributi forniti  riterremo praticabili nell’attuale quadro normativo e di mercato”. Riassume infine i punti più interessanti:

  1. Necessità dell’educazione alla legalità nella fruizione dei contenuti digitali;
  2. Utilità della promozione di forme di offerta legale tempestive ed economiche;
  3. Esistenza di un quadro normativo che appare legittimare l’intervento di Agcom anche sotto il profilo dell’enforcement;
  4. Garanzia e contemperamento dei diritti fondamentali rilevanti in materia (libertà di espressione, tutela della riservatezza, ecc.);
  5. Garanzia del rispetto dei principi di legalità, ragionevolezza, proporzionalità dell’azione amministrativa e delle garanzie procedimentali (contraddittorio);
  6. Interventi dell’Autorità solo su segnalazione e non d’ufficio, mai nei confronti degli utenti-downloaders e dando priorità ai casi di violazioni massive;
  7. Necessità della collaborazione dei diversi stakeholders per le diverse forme d’intervento, di educazione, promozione ed enforcement.

Per Angelo Marcello Cardani questi sono i pilastri fondamentali da rispettare con un particolare cura alla tutela dei diritti e “nel rispetto di tutte le garanzie previste dell’ordinamento, e al di là delle legittime posizioni di parte è sempre, per tutti gli individui, le istituzioni e le imprese di un Paese democratico, una battaglia di civiltà”.  Già con le prime parole il presidente anticipa i temi e le priorità parlando di pirateria digitale, un fenomeno  che definisce complesso: “che richiede anzitutto un approccio di educazione alla cultura della legalità nella fruizione dei contenuti”. L’approccio dell’Agcom è infatti volto ad educare i cittadini-utenti come spiega nel dettaglio: “Non solo perché accanto all’educazione degli utenti, occorre la promozione di una offerta legale in rete che sia  all’offerta tradizionale.Infine, vi è il profilo dell’enforcement, che tanta attenzione ha trovato nel dibattito pubblico in materia. Rispetto a questo profilo, è evidente che ogni intervento debba avvenire entro le competenze ed i limiti che emergono dalla legislazione vigente.

L’ottica dell’Agcom nell’analisi del delicato e complesso dossier oggetto dell’incontro di riflessione e confronto è quella di favorire lo sviluppo di un mercato dei contenuti digitali aperto, legale e nel quale tutti possano operare a parità di condizioni con la prospettiva di trarne vantaggio, siano essi titolari dei diritti di proprietà intellettuali, prestatori di servizi della società dell’informazione, o – last but not least – consumatori –  utenti finali.

A questo scopo, l’Autorità sta riflettendo approfonditamente sulle questioni aperte e sulle potenziali criticità di un eventuale intervento: dalle relazioni tra il diritto d’autore ed altri diritti fondamentali dell’individuo, ai profili economici dei rapporti tra gli operatori e della realizzazione delle possibili soluzioni tecniche alternative.

Riguardo alla questione dell’inquadramento della tutela della proprietà intellettuale nell’ambito dei diritti fondamentali, in particolare, vorrei evidenziare come, mentre secondo alcuni sussisterebbe un contrasto tra libertà di espressione e proprietà intellettuale, a parere dell’Autorità essi costituiscono entrambi diritti fondamentali – rispettivamente in base agli artt. 11 e 17 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea – la cui tutela deve essere assicurata quindi nel rispetto dei principi di legalità, ragionevolezza e proporzionalità.

Ovviamente, ça va sans dire che qualora il Parlamento intervenisse ad adottare una riforma della legge che tutela il diritto d’autore per adeguarla alla nuova realtà tecnologica e di mercato, l’Autorità sarebbe lieta di cedere il passo, ed eventualmente conformare la propria azione alle previsioni del legislatore.”

Ricorda anche le criticità affrontate dall’Authority nel recente passato: “ I maggiori profili di criticità rispetto allo schema di regolamento sottoposto a consultazione pubblica dalla precedente consiliatura dell’Agcom, com’è noto, hanno riguardato:

a) L’eventuale carenza di una base normativa primaria che prevedesse il potere di adottare il regolamento;

b) Gli effetti delle regole di enforcement adottate in altri ordinamenti (specialmente riguardo alla criticata legge Hadopi francese);

c) La varietà di dati relativi all’impatto economico della pirateria, essenzialmente basati su approcci contrastanti della sostituibilità o della complementarietà tra contenuti legali e piratati (profilo quest’ultimo oggetto anche dei recenti studi pubblicati dalla Commissione europea e dall’Ofcom).

Su questi aspetti l’Autorità, da un lato, ha consultato alcuni autorevoli giuristi di diversa estrazione e orientamento chiedendo loro di esprimersi riguardo alla sussistenza dei presupposti giuridici per un suo intervento e alle eventuali soluzioni operative da adottare. Dall’altro, sta procedendo ad approfondimenti interni, oltre che sugli aspetti economici del fenomeno, in merito ai profili sia della competenza e del suo perimetro, sia delle relative modalità d’intervento”.

Il workshop con la partecipazione di numerosi esponenti di autorità straniere, accademici e stakeholders italiani è stato dunque uno strumento utile al fine di raccogliere ulteriori elementi di analisi dei diversi modelli e prospettive di approccio regolamentare  esistenti a livello internazionale: “L’intenzione è di seguire un approccio “doing-by-learning”, basato su un’accurata analisi di tutti i dati economici  – ha concluso il presidente – e gli aggiornamenti giuridici rilevanti in materia, e quindi sulla conseguente valutazione delle opzioni che risultino proporzionate ed effettive nell’ottica dell’obiettivo di una regolazione in linea con il quadro della disciplina e degli orientamenti comunitari e con le più recenti evoluzioni internazionali in materia. In tal senso, naturalmente, siamo aperti a ogni forma di confronto, purché costruttivo e scevro da pregiudizi”.