Questa notizia, avevo deciso di non proporvela quest’anno: è ripetitiva, le statistiche ci confermano ogni 12 mesi il dato per nulla lusinghiero. Ma, poi, è esplosa la brutta storia di Mafia Capitale. E m’è parso giusto almeno ricordare la classifica stilata da Transparency International, il cui indice di percezione della corruzione colloca l’Italia al 69° posto mondiale, ultima –a pari merito- fra i Paesi dell’Unione.
Il che significa –ma già lo sapevamo- che c’è Mafia Capitale, ma c’è pure tutto il resto: da Milano a Palermo, la corruzione pare un collante italiano. Abbiamo lo stesso indice di Romania, Bulgaria e Grecia –ma Sofia e Atene stanno migliorando il loro standard, Roma con Bucarest no-.
I dati li riprendo, come faccio spesso, da EurActiv.it. Se si guarda alla classifica mondiale, realizzata in base alle valutazioni degli osservatori internazionali sulla percezione della corruzione nel settore pubblico in 175 Paesi, l’Italia è stabile rispetto allo scorso anno: conserva, infatti, posizione e punteggio del 2013.
A livello globale nel 2014, Francia (69), Turchia (45, meglio dell’Italia) e Cina (36, peggio) perdono diverse posizione, mentre in cima alla classifica dei Paesi più virtuosi rimangono Danimarca, Nuova Zelanda, Finlandia, il trio incorruttibile.
“I risultati 2014 evidenziano come l’Italia non sia ancora riuscita a intraprendere la strada giusta verso il riscatto etico. Non possiamo restare fermi a guardare ancora per molto, mentre altri Paesi fanno progressi”, ha dichiarato Virginio Carnevali, presidente di Transparency International Italia.
Insieme alla presentazione dei dati, impietosi per l’Italia, l’agenzia ha lanciato un servizio di Allerta anticorruzione, rivolto alle vittime o ai testimoni “che vogliono segnalare un caso di corruzione ma sono spaventati o sfiduciati dalle istituzioni”, ha spiegato ancora Carnevali. Si tratta del primo esempio italiano di servizio di assistenza per chi decide di segnalare episodi di corruzione e si avvale del software Globaleaks, che garantisce sicurezza e anonimato. Se qualcuno di noi lo userà, nei prossimi mesi, magari guadagneremo qualche punto e qualche posizione nella classifica 2015.

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È attualmente consigliere per la comunicazione dell’Istituto Affari Internazionali; collabora con vari media (periodici, quotidiani, radio, tv) e con l’Unione europea; gestisce il sito GpNewsUsa2016.eu; tiene corsi in Università e scuole di giornalismo. Inizia l’attività giornalistica a “La Provincia Pavese” nel 1972. Dal 1976 al ’79 è alla “Gazzetta del Popolo” di Torino, per la quale nel 1979 apre l’ufficio di corrispondenza a Bruxelles. Nel 1980 passa all’Ufficio dell’Ansa di Bruxelles di cui diventa responsabile nel 1984. Segue per dieci anni la Cee e la Nato. Nel 1989 è a Roma: caporedattore Esteri, caporedattore centrale Esteri, vide-direttore. Nel 1992 è tra i fondatori dello European Press Club, di cui è tuttora segretario generale. Nel 1999 va a guidare l’ufficio Ansa di Parigi e nel 2000 diviene responsabile dell’ufficio di Washington e del Nord America. Dal dicembre 2006 al giugno 2009 dirige l’Ansa. Dopo è successivamente direttore de l'AgenceEurope, di EurActiv.it e vice-direttore de La Presse.