Oggi dopo  quasi un anno capisco che un grande uomo non muore mai. Non muore perché riesce a lasciare dopo di lui tracce reali del suo passaggio. Giovannini ha in qualche modo segnato il cammino di alcune generazioni di aspiranti giornalisti e manager della comunicazione, ma soprattutto è stato capace di legare un gruppo di persone che anche dopo di lui senza indugio e con tanta fatica hanno deciso di continuare la sua battaglia culturale. Ciò che più colpisce è che non solo i suoi amici hanno contribuito alla concreta realizzazione di due manifestazioni (una a Roma e l’altra a Torino) in suo ricordo. Un insieme di menti, un insieme di personaggi diversi,  e non tutti legati a questo personaggio che aveva anche molti oppositori, ha voluto testimoniare l’eccezionalità di quest’uomo. Giornalista, manager, editore. Oggi lui è ancora con noi e di lui rimane ancora tanto: due stages con borse di studio a due giovani che se diverranno qualcuno nella vita lo dovranno a Giovannini. Resta una menzione ad un gruppo di giovani esperti informatici che non conoscendolo lo ricorderanno perché ha permesso loro di vivere un giorno diverso dagli altri foriero di nuovi incontri e nuove opportunità.