Il vook, nuovo strumento per narrare storie, combina testo ed immagini in movimento. Media Duemila ha intervistato la leader di questo nuovo ed ambizioso progetto culturale da terzo millennio.

 

Judith Curr, lei è l’Executive Vice President di Atria Books, il brand Simón and Schuster che ha lanciato i primi quattro vook. Descriverebbe ai lettori di Media Duemila questo nuovo gadget?

Certo, con piacere. Il vook è un ibrido tra un libro ed un video. Due dimensioni che, combinate insieme in modo completamente nuovo, danno vita al vook. Per esempio nelle nostre due fiction, l’autore ed il regista hanno lavorato insieme. L’autore dopo aver iniziato la sua storia usa il film per continuare o addirittura aggiungere un’atmosfera particolare al suo testo. Nel caso di una fiction tradizionale l’autore scrive il libro e noi sostituiamo le illustrazioni con un suo video in cui spiega le tecniche di lavoro.

 

Qual è il valore aggiunto che il Vook apporta al mondo dell’editoria rispetto al “vecchio” e-book: un’evoluzione o una vera rivoluzione?

Credo che il vook utilizzi la nuova tecnologia per implementare il piacere della lettura in un modo assolutamente nuovo e inedito. Non è assolutamente in concorrenza con il libro tradizionale e permette al lettore di entrare nella narrazione in modo più adeguato alle esigenze della vita moderna. Per esempio l’elemento chiave che troviamo alla fine del vook permette di collegare il lettore con l’autore o con altri lettori in possesso dello stesso strumento, per discutere dell’esperienza in tempo reale e senza interrompere la lettura.

 

Che cos’ha il Vook in più rispetto a Kindle o il Sony E Reader?

Il vook è diverso poiché dispone di un video ed è full color, cose che al momento gli altri non hanno. Può essere utilizzato sia sul desktop del computer che su un dispositivo portatile come applicazione per iPhone, ad esempio, e quindi può essere usato e letto potenzialmente da moltissime persone in quanto non richiede l’acquisto di un dispositivo particolare.

 

Secondo lei la scuola è pronta ad innovazioni di questo tipo?

Sì io credo che lo sia, soprattutto per la storia su cui stiamo attualmente lavorando per il prossimo vook. L’argomento riguarda i mesi neri della storia, sarà pronto per febbraio 2010, e metterà insieme il materiale autobiografico del nostro autore Anne Cooper Nixon, attivista per i diritti civili che ha ben 108 anni di vita (è stata menzionata nel discorso di insediamento di Obama nel gennaio scorso), con filmati che tracciano i cambiamenti degli eventi sociali che lei ha visto nell’arco della sua vita in ambiti come i diritti civili, ed altre realtà analogamente importanti ecc. Credo che questo sistema di combinare il testo con il film può dimostrare che a scuola si può insegnare non solo la teoria, ma anche la pratica.

 

Crede che tecnologie come il Vook porteranno mai alla fine del libro cartaceo?

No, non credo, penso che coesisteranno tutti. Oggi coesistono cinema, dvd e video on demand. In futuro probabilmente ci penseremo due volte prima di affidare al supporto cartaceo tutte le nuove pubblicazioni. Alcuni libri, forse saranno pubblicati solo ed unicamente in versione elettronica in funzione della domanda. Nei prossimi anni i libri su carta avranno, probabilmente, costi sempre più elevati mentre per gli e-book sarà il contrario.

 

Con il Vook i contenuti digitalizzati sono disponibili anche sotto forma di videoclip. Si aiuterebbero così i lettori ad immaginare meglio ambientazioni, trame, intrecci narrativi. Non pensa che così facendo si tenderà ad imporre un’unica percezione ed interpretazione degli eventi narrati? In altre parole non crede che saranno messi a rischio varietà di letture e punti di vista diversi, in favore di una percezione omologata e standardizzata dei contenuti?

Io credo che ci sarà sempre spazio per l’immaginazione intima e privata delle persone. I componenti video che stiamo usando non eliminano le trame dei libri, ma agiscono come storia che progredisce, cioè come narrazione che esce fuori dalla semplice narrazione. Per i lettori c’è molto nel testo ancora da immaginare. Forse dispositivi di questo genere aiuteranno l’immaginazione, in modo che le persone elaboreranno scenari propri in parallelo con i loro romanzi preferiti. Penso che sia importante continuare a sperimentare ed esplorare nuovi modi di raccontare storie, e dare istruzioni per interpretarle fa sì che l’arte del racconto si mantenga sempre viva.