di   FORTUNATO  PINTO –

Il 4 ottobre nella sede FIEG in collaborazione con l’Osservatorio TuttiMedia si terrà l’incontro “Dal giornale al pixel e ritorno”. Carlo Malinconico Castriota Scanderbeg (Presidente Federazione Italiana Editori Giornali) e Francesco Passerini Glazel (Presidente Osservatorio TuttiMedia), introdurranno l’evento e a discuterne sarà il Prof. Derrick de Kerckhove. Una giornata di riflessione sul potere della carta stampata, capace di frenare l’isteria della rete, di imporre uno sguardo più attento alle parole e ai pensieri che produce, favorendo azioni collettive.

Un ritorno, dunque, alla persona ma anche al mezzo. Il giornale si pone come portatore e promotore di riflessioni: l’individuo nella Rete è sempre in movimento, il suo sguardo segue i collegamenti ipertestuali senza fermarsi a riflettere. Come sostiene Jakob Nielse nel suo articolo “How little do users read?” i lettori leggono il 20%, al massimo il 28%, delle parole in una pagina web, saltando da un punto all’altro. Il numero maggiore di click infatti fa riferimento ai collegamenti esterni, inoltre i click per i pulsanti interni (come quelli per andare alle pagine successive) alla pagina hanno superato quelli per il pulsante “Indietro”: gli utenti della rete sono difficilmente introspettivi, non ritornano sui propri passi ma viaggiano da una pagina all’altra, da un finestra ad un’altra, alla continua ricerca del nuovo. La carta stampata, invece, per le sue caratteristiche privilegia un tipo di fruizione che ha un inizio e una fine: Nicholas Carr nel  suo famoso articolo “Is Google making us stupid?” asserisce che nel momento in cui l’individuo legge in sequenza un testo non acquisisce soltanto il messaggio dell’autore ma produce nella sua mente un insieme di inferenze e analogie, costruisce le proprie idee.

La Rete è ormai il medium che universalmente fornisce le informazioni, ma proprio come sosteneva Marshall McLuhan , i media non sono solo passivi canali di informazione, ci forniscono i temi su cui riflettere ma allo stesso tempo modellano i nostri pensieri. Carr ammette che il Web sta modificando la sua capacità di concentrazione e come accade a lui accade anche a coloro i quali usano Internet come fonte di informazione. Ken Pugh, neuroscienziato di Yale, citato da Motoko Rich nell’articolo “The Future of Reading”, sostiene che leggere un libro o un articolo e prendersi il tempo per pensarci su, fare inferenze e mettere in atto un processo di immaginazione, senza dubbio coinvolge cognitivamente più dei 30 secondi di attenzione dedicati alla letture delle pagine web. Carr, ancora, afferma che se perdiamo il nostro “quiet space”, metafora che sta indicare l’angolo dedicato alla lettura, e lo riempiamo di contenuti in maniera passiva sacrifichiamo non soltanto qualcosa di importante per noi ma anche per la nostra cultura.

L’Osservatorio TuttiMedia in collaborazione con la FIEG si propone dunque di rivalorizzare i processi cognitivi che soltanto con la carta stampata possono attivarsi.  Rallentare l’informazione e capirla.

Fortunato Pinto

fortunatopinto@hotmail.com