datagate National Security Agency
datagate National Security Agency

“Datagate e Privacy: dati segreti, dati spiati, dati venduti” è l’appuntamento in calendario venerdì 6 dicembre dalle ore 9.30 presso la Camera dei Deputati (Sala delle Colonne, Via Poli 19 Roma).
Una giornata di studio per affrontare il tema della tutela della privacy nell’era della comunicazione digitale. L’evento sarà arricchito oltre che dalla partecipazione degli ultimi tre Garanti italiani dei dati personali, Stefano Rodotà, Francesco Pizzetti e Antonello Soro, dal contributo di numerosi giornalisti, politici e ricercatori.
Il convegno prende le mosse dalle rivelazioni della talpa Edward Snowden, il contractor americano della National Security Agency che ha svelato l’entità della sorveglianza operata segretamente dagli Stati Uniti verso gli alleati.
Il 5 giugno 2013 scoppia lo scandalo: il Guardian rivela che la Nsa, l’agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ha costretto Verizon a fornirgli i metadati dei suoi abbonati: chi chiama chi, da dove, per quanto tempo. Poi si scopre che insieme al Fbi la Nsa ha chiesto a Microsoft, Yahoo!, Google e Facebook di accedere a file, foto, video, email, e conversazioni dei propri utenti nell’ambito del programma di sorveglianza “Prism” di Bush figlio. I big player della rete affermano di essersi opposti. Barack Obama non smentisce ma definisce l’operazione “un necessario compromesso tra privacy e sicurezza”. Pochi giorni dopo si scopre che Edward Snowden è la gola profonda che ha portato alla luce lo scandalo e, con un mandato di arresto pendente, fugge prima a Hong Kong e poi in Russia dove rimane nonostante la richiesta di estradizione degli Usa che gli revocano il passaporto. Mentre la UE chiede ai più alti livelli spiegazioni sui programmi spionistici della Nsa il suo direttore afferma che erano perfettamente conosciuti dal Congresso americano. Prism non è il solo programma globale di intercettazioni e sorveglianza verso cittadini e leader di Paesi amici. Anche gli inglesi con Tempora sorvegliano le comunicazioni lungo le dorsali internazionali. A settembre Dilma Roussef, presidente brasiliano, dichiarerà all’assemblea dell’Onu: “Siamo di fronte a una grave violazione delle libertà civili e della sovranità nazionale del mio Paese. Senza diritto alla privacy non c’è democrazia”.
Comunque la si possa pensare, l’NsaGate, poi ribattezzato Datagate, ha rivelato la più massiccia violazione della privacy della storia. E pone molte questioni: sul ruolo dei governi, degli operatori telefonici e degli intermediari della rete; ci interpella su diritti civili e libertà costituzionali, e sulla qualità delle nostre democrazie.
Di tutto questo, del tema scottante della tutela dei dati personali e della privacy si discuterà durante la giornata.

Sara Aquilani
media2000@tin.it