Derrick de Kerckhove (direttore scientifico Osservatorio TuttiMedia/MediaDuemila), alla conferenza Trasformazione digitale e intelligenza artificiale, momento organizzato per presentare il libro dallo stesso titolo in cui ha scritto il capitolo “La trasformazione digitale del Pubblico” sottolinea che il digitale segna una nuova fase della storia umana: “un’epoca in cui l’essere umano prende pieno possesso di una tecnologia capace di trasformare la materia in informazione”.
Ma invita ad essere attenti perché la cultura alfabetica era basata sulla creazione di senso, mentre la cultura digitale si fonda sul riconoscimento dei modelli e sulla quantificazione. “Questo cambiamento – dice – genera una nuova sensibilità e una crisi epistemologica, poiché le macchine non funzionano più a partire dal senso e diventa difficile mantenere un senso comune”.
Il suo Alert è: “Corriamo il rischio che l’intelligenza artificiale, nata come strumento al servizio dell’uomo, diventi invece padrona delle nostre menti”.
Come possibile risposta, propone di collaborare con le macchine invece di temerle, imparando a usarle consapevolmente, come un tempo si è imparato a usare la scrittura. Ha poi parlato del capitale cognitivo personale – l’insieme delle conoscenze ed esperienze individuali – e di quello digitale, accumulato nei sistemi tecnologici, sottolineando la necessità di integrarli.
Ha infine richiamato la necessità di una nuova ecologia del pensiero e di una cittadinanza digitale capace di estendere la democrazia e la consapevolezza oltre l’individuo, verso una visione planetaria. Il pensiero quantistico, ha concluso, può aiutarci a compiere questa conversione, riportando l’attenzione ai fondamenti dell’essere e a una convivenza più armonica tra umanità, tecnologia e pianeta.
