Oggi, è probabilmente una banalità suggerire che l’algoritmo base delle creature viventi è il loro DNA.  Questa metafora è comunque utile per presentare le mie osservazioni sulla distinzione tra reale e virtuale. In un  attimo realizzo che le tre grandi unità umane algoritmiche siano state prima il loro DNA e la relativa flessibilità durante l’evoluzione umana, poi il linguaggio che ha ampliato notevolmente la capacità di adattamento dell’uomo, poi, oggi, la trasformazione digitale che è realmente basata sugli algoritmi, porta attualmente a sistemi autonomi simbiotici che uniscono come ben spiega Saracco, le unità biologiche e tecnologiche dell’umanità. Mi concentro sul linguaggio, mia specialità, e sulle sue relazioni sia con gli aspetti biologici che con quelli tecnici degli esseri umani.

Parto da fatto che si è già verificata una simbiosi biotecnologica da molto tempo e  in modi diversi, basati sulla condivisione del discorso. La fase algoritmica linguistica ha preso molte forme, ma quella più importante vede il discorso da una parte, e la scrittura dall’altra. Anche se tutti i tipi di scrittura alla fine tendono a rappresentare la lingua stessa piuttosto che il pensiero, l’alfabetizzazione fonemica era certamente la più fedele  e più vicina del discorso orale. Il fatto che l’alfabetizzazione occidentale  è protagonista del mondo del discorso  fa sì che diviene responsabile di due importanti cambiamenti nell’uomo: uno, l’introduzione automatica del discorso nel pensiero, quindi apportando un miglioramento nelle proprietà algoritmiche del DNA umano e del linguaggio orale; e il secondo, insieme con l’interiorizzazione e poi il silenziamento del linguaggio nella lettura, ha promosso una maggiore internalizzazione della coscienza (o semplicemente “consapevolezza” della coscienza) e lo sviluppo graduale di un senso di sé.

Dopo abbiamo la netta separazione tra corpo e ambiente che stabisce una soluzione di continuità tra il sé e il mondo, dividendo, alla fine, entrambe le parti in realtà soggettive e oggettive. Quindi il tipo di associazione fra  soggettività umana e  tecnologia digitale è talmente complessa che si potrebbe prefigurare quale  internalizzazione di una tecnologia: l’alfabetizzazione.  

Oggi  l’effetto della separazione tra sé e il mondo è invertito, infatti, quello che possiamo affermare essere un effetto visibile delle tecnologie digitali, e in particolare di Internet, PC e smartphone, è l’esternalizzazione di tutte le proprietà principali della mente individuale, della memoria, del giudizio e pure del sé, che fino a poco tempo fa erano interne e supportate da una continua integrazione alfabetizzata nel corso della sua vita.

Il punto alla base dell’argomento proposto sopra è che questo sé, introdotto dall’alfabetizzazione è in qualche modo altrettanto “artificiale” quanto qualsiasi cosa che possiamo aspettarci dalla rivoluzione tecnologica attuale. La differenza importante qui è che questo” sé ” sta emigrando, cioè non proprio fuori, né dentro la persona, ma operando senza soluzione di continuità in e per la combinazione sia biologica che tecnologica. Presumo che in futuro non discuteremo di questo nuovo sé più di quanto normalmente oggi ci sfidiamo di noi stessi. La mia intuizione si basa sia sull’esperienza umana passata che sulle tendenze percepibili nell’assistantship digitale del tipo Siri o Alexa. La questione, allora, di chi governa quel nuovo sé, ancora attaccato ai singoli organismi, non sarà molto diversa da come, già oggi, siamo impacchettati e consegnati dalla tecnologia, dalle imprese e dai governi. La rana non sarà mai cotta, ma sarà sigillata in una camicia di forza calda!

Il mio cervello nel tempo considererà’ una mano protesica, se ne ho una, come parte integrante del mio corpo. La ragione è che continuiamo ad essere –e ci sentiamo – come il nostro sé unico, non percepiremo mai che il nostro sé si è abdicato a favore di un super-sé (almeno questa è la mia opinione, ma sono aperto a discutere punti di vista diversi). E questo mi ha portato a promuovere la pubblicazione sul “Gemello Digitale” nuoiva disruption in arrivo.