Le Postille di Paolo Lutteri30 aprile 2025
Se un editore capitalista liberale come quello di The Washington Post tiene sottotitolata la sua testata ‘la Democrazia Muore nell’Oscurità’, vorrei capire meglio che succede negli Usa.
Oggi The Washington Post è di proprietà di Jeff Bezos, quello di Amazon, sostenitore munifico dell’elezione di Trump. Indifferenti alle prospettive di adulazione, giornalisti e lettori, a quanto pare, restano indomiti di pensiero indipendente. Senza voler generalizzare, faccio il caso di un articolone (15.000 caratteri, vedi link in calce) della newsletter del 24 aprile scorso, che elenca i donatori del fondo di insediamento di Trump, tra cui più di una dozzina di persone poi nominate per diversi ruoli nella sua amministrazione. I contributi sono ovviamente un’opportunità per ingraziarsi il governo. Niente di nuovo sotto il sole? Mah! Qualche conflitto di interesse è sembrato più evidente del solito.
Quel che più colpisce sono i commenti dei lettori al pezzo, più di 1300 pubblicati in pochi giorni, che sostanzialmente descrivono il sistema ‘pay to play’ come esempio di corruzione e traffico di influenze. Emerge la preoccupazione per l’integrità della politica e il paragone con i sistemi oligarchici. Il linguaggio dei commenti talvolta è molto ‘emotivo’, ma spesso è molto razionale.
Al Washington Post non sono mancate anche in passato crisi interne, oscillazioni di conflittualità con i partiti conservatori o libertari, inchieste sugli intrighi di corte alla Casa Bianca, polemiche sulla guerra in Vietnam, denunce tipo Watergate. Ci sono state recentemente dimissioni e contestazioni, connesse con le relazioni dei miliardari con Trump e l’astensione di appoggio ai candidati alla presidenza. Bezos ha annunciato a febbraio che le opinioni del giornale avrebbero sostenuto le libertà personali e il libero mercato. Difatto il citato articolone e i commenti dei suoi lettori mettono in luce la prepotenza di Trump e l’incrinatura della democrazia liberale e comunque capitalista. Insomma, gli americani non si fanno mancare niente! Speriamo che tengano lontana l’oscurità!
Paolo Lutteri
Articolo precedenteTuttiMedia a Mattarella: progettiamo un futuro in cui l’IA non sia frattura ma strumento per il bene comune
Articolo successivoComunicazione – Futuro – Giornalismo oltre l’IA: pareri che contano
Paolo Lutteri
Paolo Lutteri, di Milano, si occupa di comunicazione e marketing dal 1976. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Milano e Diplomato all’Istituto Universitario di Lingue di Pechino. Giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti e all’Unione Giornalisti Italiani Scientifici. Ha lavorato con il quotidiano Il Giorno, con le società Spe, Sport Comunicazione e Alfa Romeo; con il Gruppo Rai dal 1989 si è occupato di marketing, sport, nuovi media e relazioni internazionali. Ha tenuto corsi presso le Università degli Studi di Milano e Bicocca, le Università di Roma Sapienza e Tor Vergata. Attualmente studia e scrive articoli sull’innovazione culturale e tecnologica, fa parte del Comitato di Direzione della rivista Media Duemila, è socio onorario dell’Osservatorio TuttiMedia, membro d’onore dell’EGTA-Associazione Europea Concessionarie tv e radio, membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Eurovisioni, socio e direttore del Centro Documentazione e Formazione della Fondazione Salvetti. e-mail: paolo.lutteri@libero.it