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Le Postille di Paolo Lutteri –2 ottobre 2025
Le persone parlano anche con le cose. Soffrono di solipsismo. Chiamano, inveiscono, esortano: con l’auto che non parte, con la lavatrice che non va, col computer che fa le bizze. I più romantici parlano con i fiori, le stelle, la luna. I religiosi dicono di dialogare con enti soprannaturali, ma non ci sono prove certe. Le divinità sono diverse per ogni setta, gli idoli prendono le preghiere e le offerte, ma di fatto per conto dell’invocato c’è qualcuno che gestisce i traffici materiali.
L’opportunità più recente è quella di conversare con le macchine, per esempio con gli assistenti virtuali, che riproducono musica, controllano dispositivi smarthome, danno informazioni sul traffico, sul meteo, ricordano gli appuntamenti, ordinano prodotti online. Siri e Alexa eseguono, sono poco intelligenti, ma così accattivanti che qualcuno se ne è pure innamorato (https://tech.everyeye.it/notizie/alexa-italiani-cercano-relazione-le-frasi-segrete-dette-assistente-527421.html).
Adesso ci sono le Intelligenze Artificiali. Il New York Times (https://www.nytimes.com/2025/09/14/us/chatbot-god.html) racconta di quelli che considerano l’onniscienza di un motore di AI o un guru virtuale come un assistente ‘spirituale’: prete, bramino, iman al quale confidare gioie e dolori, preghiere, dubbi e decisioni di vita. Le piattaforme hanno addestrato le ChatBot come fossero dio, o un suo facente funzione. Gli algoritmi sono confezionati secondo le divinità prescelte. Le ChatBot, che agiscono sul pregiudizio di conferma, lusingano e il dialogo è interpretato come forma di confessione o di preghiera. E’ una psicosi indotta dall’AI?
Dietro le quinte c’è un mercato di qualche decina di milioni di utenti e di dollari, dove religione, pubblicità e magìa si mescolano. Qualche indirizzo incredibile? chatwithgod.ai/,

Truffe? Il problema è che, se non recano danni economici o rischi per la comunità, bugie e fandonie non sono reato, le convinzioni personali possono essere anche irrazionali o pseudoscientifiche, i tribunali non possono giudicare la veridicità di una credenza, né se le religioni siano vere. La credulità popolare sembra protetta. Qualcuno ci gode. I veri religiosi sono stupefatti.
Paolo Lutteri
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Paolo Lutteri
Paolo Lutteri, di Milano, si occupa di comunicazione e marketing dal 1976. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Milano e Diplomato all’Istituto Universitario di Lingue di Pechino. Giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti e all’Unione Giornalisti Italiani Scientifici. Ha lavorato con il quotidiano Il Giorno, con le società Spe, Sport Comunicazione e Alfa Romeo; con il Gruppo Rai dal 1989 si è occupato di marketing, sport, nuovi media e relazioni internazionali. Ha tenuto corsi presso le Università degli Studi di Milano e Bicocca, le Università di Roma Sapienza e Tor Vergata. Attualmente studia e scrive articoli sull’innovazione culturale e tecnologica, fa parte del Comitato di Direzione della rivista Media Duemila, è socio onorario dell’Osservatorio TuttiMedia, membro d’onore dell’EGTA-Associazione Europea Concessionarie tv e radio, membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Eurovisioni, socio e direttore del Centro Documentazione e Formazione della Fondazione Salvetti. e-mail: paolo.lutteri@libero.it