Leggere le notizie sull’innovazione tecnologica è come aprire una finestra con un panorama di cui conosci a stento le coordinate ma non capisci a fondo i contenuti. Succede così, ad esempio, per le imprese spaziali e per le scoperte di neurobiologia: si allarga la visione, si stringe il pensiero, mancano le parole. L’impreparazione cerebrale per la scienza estrema si può superare solo col ricorso all’umiltà. Oppure si opta per una meditazione dopo una buona merenda che allontana l’ansia tecnologica. Se parlare è difficile, dialogare è ancor più complesso. In politica sembra spesso un muro contro muro, salvo poi assistere alle perdite d’ogni coerenza. E’ il potere: un po’ teatro, un po’ mercato.
220 – DIALETTICA E ARROGANZA
Chi ha fatto dei dialoghi un’analisi dotta è Pietro Vigorelli, medico psicoterapeuta. Nel suo libro “Dialoghi imperfetti. Per una comunicazione felice nella vita quotidiana e nel mondo Alzheimer” (ed. Franco Angeli) spiega come poter aiutare i sani e i meno-sani a capire e farsi capire. Il dialogo è fondamentale per gli umani. Da Socrate ai talk show gli attributi ideali del dialogo sono: alternante, paritario, aperto, fecondo, leale, consapevole, intenzionale, gratuito, libero, polifonico. Vigorelli aggiunge di suo: ‘capacitante’; e sottolinea in particolare alcuni concetti che sfuggono ai protagonisti delle tv, conduttori e ospiti, dove spesso il confronto è tra barbari provocatori o egocentrici allo sbaraglio, intrippati nella polemica perché fa spettacolo e audience. Dialogando sarebbe opportuno saper calibrare la propria identità e i pregiudizi, rispettare e imparare qualcosa dall’interlocutore, saper riconoscere anche le personalità multiple e la varietà dei percorsi di conoscenza razionali ed emozionali. Le personalità plurime, trascurate dal behaviorismo che preferisce etichettare a senso unico gli individui e usare sondaggi superficiali come fonte di verità, sono invero una fonte di creatività e di crescita culturale. Solo così si può dialogare e aiutare anche malati smemorizzati e disorientati. L’analisi del dialogo aiuta la comprensione reciproca, chiarisce le idee e contribuisce a realizzare desideri per una comunità che ovviamente è larga e imperfetta. La contrapposizione spesso non è tra idee ma tra dialettica e arroganza. Utile approfondire.
221 – STAR SYSTEM E COMPORTAMENTI
I testi degli influencers dello spettacolo e dello sport, ancorché opere individuali basate più sull’esibizionismo che sull’approfondimento di informazioni e concetti, fanno incetta di attenzione e di tempo dedicato. Per esempio: Cristiano Ronaldo ha più di 500 milioni di followers nel mondo (Instagram e Facebook), Chiara Ferragni in Italia conta 74 milioni di interazioni complessive (Sensemakers, maggio 2021). Con tutto il rispetto per questi profeti, pifferai o specialisti di marketing, c’è da chiedersi con molta preoccupazione per via di quale ragionevole fascino si possono incanalare nel cervello certe affezioni e, di conseguenza, certi comportamenti. Lampanti gli esempi di tanti vip dello sport, del cinema e della musica che suggeriscono i consumi secondo le marche che pagano e movimentano una discutibile opinione pubblica, ecologista o animalista o alimentarista (vegani) o igienista (no-vax). Anche la politica ne sta approfittando a fini di consenso elettorale. Rete o trappola? Adulazioni, fidelizzazioni effimere e assuefazioni inconsce? In una società intelligente non si può pensare che l’influenza di questi media sia vincente. Oppure sì, ma allora la società non è così intelligente. Dialoghiamoci sopra!
222 – ALGORITMI NATURALI 
L’attività spontanea cerebrale è ancora una ‘materia oscura’ del cervello ma la ricerca di intelligenza artificiale ha condotto il Consiglio Nazionale delle Ricerche a studiare i particolari del cervello umano, da sveglio e durante il sonno. In attività spontanea il cervello consuma circa il 20-25% del budget metabolico totale contro solo il 2% della massa di tutto il corpo e si comporta in maniera simile ad una particolare classe di algoritmi computazionali, chiamati ‘modelli generativi’. Il cervello rimane attivo anche quando è a riposo e l’attività spontanea genera impressioni, emozioni, comportamenti, e perfino giudizi morali. Lo studio teorico, che sintetizza i risultati di molti esperimenti comportamentali, neurofisiologici e di neuroimmagini, è stato pubblicato sulla rivista ‘Trends in Cognitive Sciences’ a cura di Giovanni Pezzulo del CNR di Roma, di Marco Zorzi e Maurizio Corbetta dell’Università di Padova.
Articolo precedente“O ANCHE NO” ESTATE 2021
Articolo successivoIl futuro dell’energia: Innovazione e sostenibilità binari della transizione
Paolo Lutteri
Paolo Lutteri, di Milano, si occupa di comunicazione e marketing dal 1976. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Milano e Diplomato all’Istituto Universitario di Lingue di Pechino. Giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti e all’Unione Giornalisti Italiani Scientifici. Ha lavorato con il quotidiano Il Giorno, con le società Spe, Sport Comunicazione e Alfa Romeo; con il Gruppo Rai dal 1989 si è occupato di marketing, sport, nuovi media e relazioni internazionali. Ha tenuto corsi presso le Università degli Studi di Milano e Bicocca, le Università di Roma Sapienza e Tor Vergata. Attualmente studia e scrive articoli sull’innovazione culturale e tecnologica, fa parte del Comitato di Direzione della rivista Media Duemila, è socio onorario dell’Osservatorio TuttiMedia, membro d’onore dell’EGTA-Associazione Europea Concessionarie tv e radio, membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Eurovisioni, socio e direttore del Centro Documentazione e Formazione della Fondazione Salvetti. e-mail: paolo.lutteri@libero.it