Ho avuto il privilegio di partecipare ai Dialoghi di Spoleto, nell’incontro dedicato a “Le Radici del potere femminile”, e desidero innanzitutto ringraziare Paola Severini Melograni per aver ideato questo prezioso momento di confronto e per aver saputo, ancora una volta, creare un dialogo tra memoria, diritti e futuro.
Il cuore dell’incontro è stato senza dubbio Le Marianne d’Italia, la mostra da lei curata, e realizzata da Riccardo Bagnoli, fotografo e regista di fama internazionale di cui sono orgogliosa di far parte. Vederla arrivare anche a Spoleto significa aggiungere una nuova tappa a un viaggio che racconta la nostra Repubblica.
Le Marianne non sono soltanto una raccolta di ritratti: sono una memoria viva che ci ricorda come ogni conquista sia il risultato del coraggio e della visione di chi ci ha preceduto.
Le Madri Costituenti contribuirono a scrivere la Costituzione della Repubblica. Oggi siamo chiamati a scrivere un’altra costituzione, meno visibile ma altrettanto decisiva: quella degli algoritmi.
Parlare a fianco di Rosanna Oliva de Conciliis, protagonista di una pagina fondamentale della storia italiana è stato particolarmente significativo: il suo ricorso, infatti, aprì la strada alla storica decisione della Corte Costituzionale che consentì finalmente alle donne di accedere alle carriere pubbliche, compresa la magistratura. Ascoltare oggi la sua testimonianza significa comprendere che ogni diritto nasce dal coraggio di chi decide di non accettare una discriminazione come inevitabile. Anche Nina Daita ha condiviso la forza di chi non accetta di essere ai margini della società perché disabile. Testimonianza che ha ricordato quanto l’equità sia una conquista culturale, prima ancora che giuridica.
Ecco perché le regole con cui progetteremo l’intelligenza artificiale influenzeranno la libertà, la conoscenza, il lavoro, la partecipazione democratica e perfino il modo in cui le nuove generazioni comprenderanno il mondo. Le donne non possono limitarsi ad essere utenti di questa trasformazione. Devono esserne protagoniste.
Di protagoniste del passato ha parlato Francesca Cappelletti, direttrice della Galleria Borghese. Attraverso la storia ha proposto una riflessione sul potere femminile nell’arte e nella storia, mentre Clelia Piperno ha condiviso la necessità di un Nobel della Sostenibilità. Al nostro tavolo anche Paola Ferazzoli, presidente delle Giornaliste Italiane che ha sottolineato che “il futuro si costruisce solo se memoria, diritti, cultura e innovazione dialogano costantemente”. Ha concluso il dibattito Linda Laura Sabbadini, già direttrice Istat, pioniera europea delle statistiche per gli studi di genere.
Grazie a Paola Severini Melograni che ci ha permesso di riflettere ancora una volta sui diritti conquistati, mai punto di arrivo: ma partenza per nuove responsabilità.
