Dietro ogni donna c’è lei stessa. Questa la conclusione della tavola “La scienza al femminile. Esiste un genio femminile nella scienza?” organizzata al CNR.
Le scienziate hanno parlato di stereotipi di frontiere superate invitando a riflettere che la parola frontiera implica anche barriere invalicabili. Invece molte mete sono state raggiunte anche se, come ha sottolineato Sveva Avveduto (CNR e presidente dell’associazione Donne e scienza), il gender gap sarà superato nel 2063.
Il tavolo è di donne, naturalmente, scienziate. E’ rassicurante ascoltare tutte le testimonianze di chi le barriere le ha superate, ma evidenzia le tante ancora da abbattere.
Barbara Negri (ASI) conclude questo pomeriggio con un ottimismo che coinvolge la platea al 90% al femminile: “L’informazione è l’essenza del nostro essere specie superiore – dice -. L’Homo Sapiens, secondo quanto riportato in un articolo di Science, trasferisce più informazioni agli altri suoi simili. Non si limita a quelle necessarie per la sopravvivenza ma tramanda usi e costumi, bellezze da condividere. Il lavoro narrativo è stato, ed è svolto per la maggior parte dalle donne”.
Ma è anche convinta che molti traguardi raggiunti si devono a donne intraprendenti che hanno consentito telelavoro alle neo mamme e altre aperture.
Di Stereotipi, femminismo emancipazionista discute Francesca Brezzi (filosofa morale Università Roma Tre): “Nel 1923 alle donne era vietato la laurea in filosofia – racconta – siamo vittime di costruzioni storiche di stereotipi che ancora incombono sulla società e sul nostro modo d’essere.”
GENERA, Gender Equality Network in the European Research Area, è un Progetto Horizon 2020, con l’obiettivo di contribuire a migliorare la parità di genere nel settore della ricerca in fisica, disciplina caratterizzata, da sempre, da una bassa presenza di donne ricercatrici. Oggi dai dati mostrati durante il convegno le donne impegnate nella ricerca sono molt, in alcuni settori si è anche raggiunta la parità, ma mano a mano che siarriva al vertice la situazione cambia.
Con GENERA gli enti di ricerca e le università vengono sostenute nell’attuazione di cambiamenti culturali e istituzionali attraverso lo sviluppo di Gender Equality Plan (GEP). Questi ultimi sono strumenti che mirano a identificare e rimuovere pratiche che possono produrre gender bias, proporre strategie innovative per superare distorsioni legate al genere, monitorare i progressi attraverso lo sviluppo di indicatori di genere.
Il CNR IRPPS è responsabile del WP2 ed ha messo a punto un framework per la raccolta dei dati amministrativi rilevanti per le analisi di genere nelle organizzazioni di ricerca. Nel quadro delle attività di GENERA il CNR ha ospitato il primo Gender Day in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e supportato le organizzazioni partner europee nel programmare giornate per il supporto alla parità di genere nelle organizzazioni di ricerca.

 

 

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Laureata in lingue e letterature straniere, specializzata in giornalismo e comunicazione di massa alla LUISS, è giornalista professionista dal 1992. Ha lavorato presso le redazioni de Il Mattino e il Roma. Ha insegnato Editoria Elettronica presso la Scuola superiore di giornalismo della LUISS, è stata titolare della cattedra di “Economia e Gestione delle Imprese Giornalistiche” e di “Giornalismo e divulgazione scientifica” nella facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università “La Sapienza” di Roma, è stata anche componente del Consiglio Direttivo dell’UGIS (Unione Giornalisti Italiani Scientifici) e membro del comitato editoriale del CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione). Vanta diverse pubblicazioni. È direttore della rivista di cultura digitale “Media Duemila” e vicepresidente dell’Osservatorio TuttiMedia. Membro del comitato direttivo degli Stati Generali dell'Innovazione. Da gennaio 2015 è Digital Champion del comune di Vico Equense.