Il valore della televisione e della radio quali mezzi che creano coesione sociale, cultura e che sono a disposizione dei cittadini (parola più volte usata dal presidente CRTV, Franco Siddi e dagli interventi sia in presenza che in video dei protagonisti del comparto) è stato il leit motive dell’incontro organizzato  per festeggiare i 10 anni dei Confindustria Radio Tv. Lo slogan scelto è stato: “Diffondiamo Valore”.

 A Rosario Alfredo Donato (Direttore CRTV)  ha aperto l’incontro ricordando che CRTV fu costituita nel giugno 2013 e nel novembre 2013 ha tenuto la prima assemblea:”In questi 10 anni molto è cambiato – ha sottolineato – i broadcaster della tv e gli operatori di rete hanno innovato e investito nelle nuove tecnologie, nelle risorse umane e nella produzione di contenuti audiovisivi, raccogliendo le nuove sfide del mercato, assicurando un’offerta di qualità ricca ma soprattutto gratuita, con la consapevolezza di chi sa di avere un ruolo importante nella società e nell’economia e che non si sottrae alle proprie responsabilità”.

Franco Siddi (Presidente CRTV) prima di entrare nel vivo del dibattito  ha letto il messaggio di Sergio Mattarella che definisce  l’emittenza radiotelevisiva come uno dei motori dell’industria creativa e culturale del paese che assolve a funzioni fondamentali per garantire la vivacità della vita democratica della Repubblica: “Nell’odierna stagione caratterizzata dagli straordinari cambiamenti innescati dalle innovazioni tecnologiche – ha affermato  il Presidente – gli operatori della radio e della televisione continuano ad offrire una rappresentazione della realtà con professionalità e rispondenza alla verità. La proposta che viene da ciascun protagonista del comparto concorre alla realizzazione di quel pluralismo di voci, di idee che sostanzia la libertà di espressione declinata in ogni sua forma”.

Franco Siddi  nel suo intervento  dice che 10 anni sono pochi per un’associazione di categoria: “pochissimi rispetto alla storia delle imprese che rappresentiamo – ha sottolineato –  ma anche molti per la rapidità dei cambiamenti che incidono sul mercato in cui le imprese del nostro settore si confrontano, dal punto di vista degli operatori, delle tecnologie, dei contenuti, delle normative di riferimento”.

Poi ha parlato di  investimenti e innovazione tecnologica che necessita di nuove figure professionali, nuove competenze ed anche di intelligenza artificiale:” Il punto è la sostenibilità, bisogna mantenere il valore costituito negli anni e acquisirne il nuovo, competendo nell’arena digitale ha precisato-. I broadcaster mantengono nel sistema una centralità che è abilitante anche per i processi di innovazione dei media. La centralità dei broadcaster è la centralità del cittadino utente. Il broadcaster è tecnica e impresa: è soggetto imprenditoriale che fa funzionare, in maniera decisiva e qualificante, l’industria culturale, creativa, di informazione; che impegna tante professionalità, tanti occupati e si rivolge a una moltitudine di cittadini; forma, crea, anima una comunità larga, perché esso stesso è e promuove in qualche modo comunità e assicura responsabilità editoriale e professionale. E’ in corso un processo di evoluzione tecnologica e di costume che va seguito e accompagnato, partendo dalla difesa dei nostri valori e della nostra specificità da supportare in un contesto industriale che può e deve riprendere slancio. L’Europa appare oggi ambiziosa, forte e determinata nel disegnare un percorso in cui venga invertita la tendenza a spostare altrove il valore”.

Siddi ha chiuso l’intervento elencando cosa CRTV chiede al governo: “Concorrenza e libero mercato; La necessità di un piano di rilancio; Sviluppo del digital audio broadcasting (DAB+); Passaggio al digitale di seconda generazione – DVB-T2; Prominance; Risorse spettrali – WRC-23”.

Giacomo Lasorella (Presidente Agcom)  ha evidenziato il complesso lavoro che deve svolgere l’Authority in un  contesto in continua evoluzione: “si verifica la crescita dell’audience su dispositivi diversi, quindi un modello  di consumo crossmediale che anziché prefigurare la radicale sostituzione di un mezzo all’altro sembra piuttosto dirigersi, con le dovute rilevanti eccezioni di alcuni clust di popolazioni (giovani e anziani), verso un modello di integrazione complementare tra i diversi media. In questo contesto entrano in gioco tematiche di grande rilevanza anche e soprattutto per il regolatore – ha spiegato -. In primo luogo la corretta allocazione delle risorse, sequenzialità, qualità e tenuta delle trasmissioni, come ha dimostrato anche il caso Dazn, ma anche tutela contro la manipolazione delle notizie e i discorsi di odio, la tutela della libertà del pluralismo informativo, la tutela dei minori, la razionalizzazione degli investimenti in opere audiovisive europee indipendenti, la trasparenza del mercato dell’informazione, la par condicio radiotelevisiva, il servizio pubblico nel nuovo ecosistema digitale. Tutti temi che sono oggetto di rinnovata attenzione dal Digital Service Act e dal  European Media Freedom Act che è prossimo all’approvazione in sede europea”.

Conclude rimarcando l’importante ruolo che Agcom svolge nella presidenza dell’EGTA, il gruppo  europeo di regolatori dell’audiovisivo: “in un momento di profonda trasformazione il ruolo dell’EGTA è rilevante per un efficace coordinamento regolamentare”.

L’Assemblea generale dell’Associazione – che celebra i primi dieci anni di attività –  si è tenuta  al cinema Barberini di Roma.  Insieme a Franco Siddi, sono intervenuti  in video Marinella Soldi, presidente della Rai – Piersilvio Berlusconi, amministratore delegato di Mediaset – Urbano Cairo, presidente di Cairo Communications ( anche in presenza) – Alessandro Araimo, general manager e amministratore delegato di Warner Bros Discovery per il Sud Europa – Maurizio Giunco, presidente dell’associazione Tv locali e FRT in CRTV – Francesco Dini, Radio Nazionali, CRTV.

 
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