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Nel giorno in cui l’Agcom dà il via libera alle nuove regole sulle web tv, nella sede della Fieg si fotografa il presente immaginando i futuri scenari dell’editoria e dell’informazione nel convegno “Diritti d’autore nell’era di Internet”. Un confronto tra personalità del giornalismo, dell’editoria e dell’emittenza televisiva organizzato in occasione della seconda edizione del Premio Giovannini. All’incontro, moderato dal presidente dell’Ansa Giulio Anselmi, ha partecipato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta.

“Si è diffusa la convinzione che copiare opere coperte da copyright non sia un illecito. Il diritto d’autore va ripensato – sostiene Anselmi -. Al diritto di informare corrisponde il diritto dell’opinione pubblica di essere informata”. Per il presidente dell’Ansa, l’ideatore di un’opera non deve essere danneggiato”, anche se “regole troppo restrittive possono portare al blocco della libera circolazione. Occorre – osserva quindi – trovare un punto di equilibrio tra i diritti dell’autore e quelli della collettività. E non è facile”.

Letta ricorda con grande affetto Giovanni Giovannini, ex presidente della Fieg e dell’Ansa, “che seppe anticipare i tempi con largo anticipo. Giovannini intravide le profonde trasformazioni nell’editoria”. Letta, oltre a dirsi convinto che Carlo Malinconico, numero uno della Fieg, sia un “presidente capace di guidare i passi di un settore così vitale”, corregge Anselmi che lo aveva definito “un giornalista prestato alla politica”. “No – dice sorridendo -, sono un giornalista prestato alle Istituzioni”.

L’incertezza del panorama futuro è motivo di preoccupazione per Malinconico: “Non si sa quale sarà l’assetto futuro e il rendimento del passaggio alla digitalizzazione. Mentre sulla carta stampata si sa, nel campo del digitale è tutto da scoprire”. Per il presidente della Fieg, “ciò che si vuole proteggere è un certo tipo di prodotto qualificato secondo certe regole”. Un’esigenza non solo italiana, perché  “l’idea che ci voglia qualche protezione del copyright è diffusa anche in campo europeo”.

Ottimista il presidente della Fnsi Roberto Natale: “Contrariamente a quanto si temeva anni fa, l’accesso alla Rete non ha comportato una ricerca indistinta di notizie non certificate. Al contrario, gli utenti cercano le isole che hanno credibilità informativa”. Per Natale, “nel ricordo di Giovannini dobbiamo mantenere una grande apertura al nuovo. Ma – sostiene – le tecnologie di per sé non risolvono tutti i problemi. Quali diritti hanno quegli autori il cui prodotto viene pagato 3-5 euro a pezzo e magari neanche entro 90 giorni?”. Anche il consigliere di amministrazione Mediaset Gina Nieri è sicura che “noi broadcaster, così come gli editori di carta stampata, abbiamo una grandissima credibilità. I nostri marchi – sottolinea – sono ancora capaci di dare una sensazione di sicurezza all’utente che viaggia in Rete. Ma – aggiunge – c’é qualcosa che preoccupa molto chi fa Tv: la gratuità che Internet porta con sé implica grossi problemi a livello di conti economici delle imprese”.

“Il mondo dell’informazione deve occuparsi di essere a tutti gli effetti in questo momento di svolta”, rileva il direttore delle relazioni esterne di Telecom Italia, Carlo Fornaro, che cita alcuni dati: 17 milioni di account su Facebook, 10 milioni di persone che si informano solo on line, un milione di iPad venduti nel più breve tempo nella storia della tecnologia.

“La sfida è talmente grande che è difficile da governare secondo gli schemi tradizionali”, dice infine il segretario della Fnsi Franco Siddi, che lancia una proposta: “L’informazione professionale ha un valore. Serve un G20 per definire un quadro regolatore mondiale che sia democratico e garante della libertà di mercato”.

Al convegno erano presenti, oltre al presidente dell’Osservatorio TuttiMedia Francesco Passerini Glazel, anche due decani del giornalismo: Sergio Lepri e Arrigo Levi. Un confronto fra tecnologia e cultura ha chiuso l’evento con Derrick de Kerckhove, Leonardo Chiariglione e il direttore dell’Agence Europe Giampiero Gramaglia.

ANSA

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