Lo chiamavano ‘periodo di crisi’, adesso è ‘transizione’ oppure ‘periodo di fluidità e trasformazione’. Dietro le parole i fatti restano drammatici. Se in questo nostro giardinetto di umili intellettuali della comunicazione i problemi della sopravvivenza sembrano minimi, tutt’attorno le disuguaglianze economiche segnalano i disastri sociali. Pochi leader se ne occupano: Bergoglio minaccia il naufragio della civiltà se non si risolve la questione dei migranti nel Mediterraneo, Guterres raccomanda alle Nazioni Unite il rinnovo del contratto sociale, Draghi sostiene che il Pnrr è un’occasione per ridurre le disuguaglianze, altri capi di stato citano il problema tra le righe dedicate allo sviluppo sostenibile. Forse ci sarà un futuro migliore, ma adesso c’è chi vive di stenti o muore non solo nei campi dei rifugiati del Medio Oriente e dell’Africa, ma anche nelle bidonville dell’America Latina fino ai marciapiedi della California e alle periferie delle grandi metropoli del consumismo. Per media e social dovrebbe essere un’urgenza più importante degli argomenti futili o inutili.  Potrebbero suggerire meno egoismo a politici e opinione pubblica.
271 – DISUGUAGLIANZE
Non è una guerra tra ricchi e poveri, anche se il divario delle proprietà e delle risorse è in aumento, ma si constata purtroppo un debole impegno di istituzioni pubbliche e private per aiutare le fasce più disagiate delle popolazioni. I ritmi di vita in tante regioni del mondo sono stati sconvolti da guerre di aggressione e guerre civili, migrazioni, carestie, terremoti, tsunami. Da aggiungere i poveri che hanno perso o non trovano lavoro, gli homeless, i disadattati, i malati senza assistenza. Ci sono disagi vergognosi per esseri umani alle frontiere del Medio Oriente, nei lager di Libia, Turchia, Grecia, Colombia, Messico, Congo. Ce li abbiamo nelle baraccopoli italiane dei terremotati d’Abruzzo, negli edifici delle periferie delle città italiane, nei mendicanti malandati davanti ai supermercati. Fanno cronaca nei servizi d’inchiesta, ma l’inerzia o la pigrizia o le ganasce burocratiche rallentano le iniziative. Forse i governanti stanno distratti sulle loro poltrone? Mentre pensiamo meritevolmente a un futuro sostenibile, non possiamo trascurare vergognosamente l’attualità indigente. https://www.unhcr.org/it/
272 – DISORDINE SOCIALE
I dati del Rapporto Censis 2021 sulla diffusione di opinioni irrazionali, se sono veri, dicono che la formazione culturale in Italia lascia molto a desiderare. Come pretendere maturità civile da chi non vuole istruirsi e preferisce crogiolarsi nelle falsità? Così si capisce perché l’affluenza alle urne politiche è scarsa e perché persiste l’economia sommersa. L’evasione fiscale è alta, ma in questo caso la responsabilità è dei più abbienti, mentre il contributo dei poveri è scarso. La realtà ci porta a considerare che i pensieri degli umani perlopiù non sono lungimiranti. Cibo, sesso e denaro (anche in ordine inverso) sono le priorità dell’oggi. Formazione permanente e cultura sono equipaggiamento di pochi. Addirittura si parla di decadenza come trend internazionale, da combattere con tecnologie, scienza e informazione adeguata. Paladini saranno editori di giornali e libri, nonché di tv e social intelligenti? https://www.censis.it/rapporto-annuale/la-società-irrazionale
273 – SCIENZA A PIACENZA

L’Unione Giornalisti Italiani Scientifici tiene banco a Piacenza, come ogni anno, per l’Assemblea dei soci e per utili conferenze di aggiornamento con preziosi relatori. Il 4 dicembre scorso gli argomenti di studio sono stati il clima (con Susanna Corti), l’intelligenza artificiale (Andrea Bonarini), l’astrofisica (Sandra Savaglio), la robotica (Alessandra Sciutti), il futuro nello spazio (Umberto Guidoni). Con l’occasione i giornalisti Giovanni Caprara (presidente Ugis), Giovanni Rossi, Antonio Boschi e Alberto Pieri, con il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Roberto Reggi, hanno ribadito l’importanza dei contenuti del “Manifesto di Piacenza”, il codice etico per proteggere la divulgazione della scienza, molto bistrattata in questa fase di pandemia sanitaria. https://ugis.it/cms/https://www.piacenzasera.it/2021/12/parte-da-piacenza-la-rivoluzione-dellinformazione-scientifica-per-comunicare-il-futuro/409932/

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Paolo Lutteri, di Milano, si occupa di comunicazione e marketing dal 1976. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Milano e Diplomato all’Istituto Universitario di Lingue di Pechino. Giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti e all’Unione Giornalisti Italiani Scientifici. Ha lavorato con il quotidiano Il Giorno, con le società Spe, Sport Comunicazione e Alfa Romeo; con il Gruppo Rai dal 1989 si è occupato di marketing, sport, nuovi media e relazioni internazionali. Ha tenuto corsi presso le Università degli Studi di Milano e Bicocca, le Università di Roma Sapienza e Tor Vergata. Attualmente studia e scrive articoli sull’innovazione culturale e tecnologica, fa parte del Comitato di Direzione della rivista Media Duemila, è socio onorario dell’Osservatorio TuttiMedia, membro d’onore dell’EGTA-Associazione Europea Concessionarie tv e radio, membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Eurovisioni, socio e direttore del Centro Documentazione e Formazione della Fondazione Salvetti. e-mail: paolo.lutteri@libero.it