di LIVIA SERLUPI CRESCENZI  –

E’ stata convocata a Dubai dal 3 al 14 dicembre prossimo la World Conference on International Telecommunications (WCIT). Una conferenza che riunirà 193 paesi per ridiscutere l’attuale Regolazione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITRs). Ne verrà fuori un nuovo trattato globale vincolante progettato per facilitare l’interconnessione internazionale e l’interoperabilità dei servizi di informazione e di comunicazione, nonché, per assicurare la loro disponibilità, efficienza e diffusione.
Il trattato stabilirà i principi generali per garantire il libero flusso delle informazioni intorno al globo, promuovendo l’accesso equo e sostenibile per tutti e ponendo le basi per l’innovazione continua e la crescita del mercato. Nel corso della Conferenza si definiranno i principi generali per la fornitura e la gestione delle telecomunicazioni internazionali. Il documento sarà composto da dieci articoli che tratteranno argomenti come la cooperazione tra le amministrazioni nazionali dando la priorità alle telecomunicazioni di emergenza,  o problemi inerenti la spesa per il traffico tra i vettori di paesi diversi. Il Trattato supporterà lo sviluppo armonioso e l’efficiente funzionamento degli impianti tecnici; promuoverà l’efficienza, l’utilità e la disponibilità di servizi di telecomunicazione internazionale; si occuperà, in sostanza, delle disposizioni necessarie per le reti di telecomunicazione e servizi internazionali. Il regolamento in vigore fino ora ha gettato le basi per la privatizzazione, la concorrenza e la deregolamentazione ed ha creato le condizioni per la crescita delle Ict e l’internet di oggi. l’ITRs, infatti, è stato contrattato l’ultima volta a Melbourne in Australia nel lontano 1988 ed è entrato in vigore nel 1990. C’è ora quindi ampio consenso sul fatto che il testo debba essere aggiornato, visto il cambiamento sostanziale dello scenario del mondo dell’Ict.
Secondo l’Itu (International Telecommunications Union), il WCIT-12 è un’ opportunità per incrementare la collaborazione tra i paesi e per aiutarli a raggiungere più alti livelli di sviluppo economico e sociale attraverso un efficiente servizio di telecomunicazione. Il Summit  renderà  l’ITRs rilevante per i membri dell’ITU perché sarà loro compito rispondere alle sfide della veloce evoluzione del mondo dell’Ict.
L’Itu è un organismo preposto alla definizione degli standard di telecomunicazione a livello mondiale. E’ un’organizzazione dell’Onu, legalmente riconosciuta con sede a Ginevra, in Svizzera. Fondata a Parigi nel 1865 come l’International Telegraph Union, prese il nome attuale nel 1932 e nel 1947 divenne un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite. Benché la sua prima specializzazione fosse nel campo del telegrafo, il lavoro di questa organizzazione ora riguarda l’intero settore dell’Ict, dalla radiodiffusione digitale fino ad internet e dalle tecnologie mobile fino alla Tv 3D. Nata come una organizzazione di partner pubblici e privati, attualmente sono 193 i paesi membri e circa 700 le entità del settore privato come aziende, organizzazioni scientifiche e industriali, istituzioni finanziarie e di sviluppo e altre organizzazioni che si occupano di questioni nell’ambito telecomunicazioni.
Durante quest’anno molte sono state le riunioni preparatorie tenutesi in tutto il mondo e la richiesta di una revisione della regolamentazione è venuta da più di 200 istituzioni accademiche, oltre che da collaboratori coinvolti nel settore. Tuttavia, parecchie sono  state le polemiche e le proposte venute fuori in questi mesi, anche da parte dell’Italia. Molti ritengono che la censura e l’eccessiva regolamentazione sono tra i mali peggiori dell’era dell’informazione che stiamo vivendo. La paura è che censura e regolamentazione rischiano di diffondersi in quello che fin’ora è stato lo spazio libero per antonomasia: internet. Troppi governi, ma non solo loro, tendono a controllarlo dentro i confini nazionali, ma anche fuori da essi.  Il dibattito, di fatto, è acceso da parecchi mesi.
Media Duemila , nella videointervista, ha chiesto il parere di Roberto Viola all’epoca Segretario Generale di AgCom e si appresta a chiedere nuovamente la sua opinione  alla luce delle nuove decisioni che saranno prese ora che è stato nominato vicedirettore generale della Direzione Generale Communications Networks, Content and Technology della Commissione europea.
Certo dal 1988 molte cose sono cambiate, anzi potremmo dire che lo scenario si sia rivoluzionato. Gran parte del settore è stato privatizzato e liberalizzato. La crescita degli utenti internet è stata esponenziale, si è concretizzata la digitalizzazione di tutte le forme di comunicazione, è avvenuta l’adozione diffusa  del protocollo internet (IP), sensibilmente importante è stata poi la crescita della capacità di trasporto a banda larga che rende possibile la fruizione su una molteplicità di reti di servizi un tempo disponibili solo su infrastrutture specializzate. Tutto questo ha portato alla crescente rilevanza della sicurezza informatica. Il traffico voce e dati non è più distinguibile nell’era della convergenza tecnologica e gli smartphone hanno fatto la loro prepotente entrata sul mercato aumentando il traffico di dati che spesso non trova infrastrutture necessarie per sostenerlo. Aziende come Google, oppure Facebook, offrono servizi molto popolari, basati sul web, ma utilizzano una sempre più ampia capacità di rete senza necessariamente destinare maggiori ricavi alle società che forniscono l’infrastruttura che deve comunque ampliarsi per poter far fronte alla domanda crescente.
Uno dei contributi per lo sviluppo di questo processo che porterà fino a Dubai il prossimo 3 dicembre lo ha portato ETNO, la voce degli operatori di telecomunicazione di rete in Europa dal 1992. L’organizzazione  riunisce i principali investitori in innovazione e alta qualità dei servizi e delle piattaforme elettroniche rappresentando il 70% del totale degli investimenti nel settore.  La proposta per la modifica di ITR prevede un nuovo modello sostenibile per internet basato su accordi commerciali tra imprese e un nuovo modello per le interconnessioni IP perché è essenziale assicurare uno sviluppo sostenibile del settore, per garantire gli indispensabili investimenti nelle infrastrutture globali di telecomunicazione del futuro.
Indubbiamente i delegati WCIT saranno chiamati a trovare un accordo equo nonostante le forte pressioni di grandi fornitori di servizi internet come Google.

Livia Serlupi Crescenzi

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